Andrea Sempio (stopframe Mediaset Infinity)

Andrea Sempio, indagato per concorso in omicidio dalla procura di Pavia nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, è tornato a parlare. L’uomo, già ospite lo scorso 11 gennaio a Verissimo, ha scelto il salotto (da lui privilegiato) di Quarto Grado per narrare la sua versione dei fatti su quanto accaduto il 13 agosto 2007, giorno del brutale assassinio di Chiara Poggi. Sempio, accompagnato dai suoi avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, seduti al suo fianco quasi a formare uno scudo di protezione, ha risposto alle domande (non concordate, così almeno ha detto il conduttore) di Gianluigi Nuzzi e dei suoi ospiti mantenendo un atteggiamento – almeno apparentemente – calmo e rilassato, anche se non sono mancati attimi in cui è emerso un tangibile imbarazzo se non una vera e propria difficoltà (e peccato che proprio in questi momenti Nuzzi, chissà per quale motivo, sia intervenuto ad interrompere il dibattito andando in suo soccorso).

Il biglietto sulle cose “talmente brutte” o “inimmaginabili”

Palese difficoltà Sempio l’ha manifestata nel momento in cui la discussione si è spostata sul famoso biglietto con su scritto “ho fatto cose talmente brutte che nessuno può immaginare” che gli inquirenti avrebbero trovato nella sua spazzatura. L’amico di Marco Poggi, per prima cosa, ne ha corretto il contenuto, sostenendo di aver fatto riferimento non a cose “brutte”, ma “inimmaginabili”. E la spiegazione che ne ha dato, va detto, è apparsa non molto credibile. Sempio, come già sostenuto in altre circostanze, ha riferito di aver scritto quelle parole “al termine di una giornata particolarmente caotica”. Peccato, però, che mentre abbia buona memoria su quando e perché abbia scritto quelle frasi, su ciò che sia avvenuto in quella così particolare giornata non abbia alcun ricordo.

Goffa, poi, la spiegazione che ha cercato di dare sulle cose “inimmaginabili”: “Non mi sono fatto una famiglia e non ho dato un nipotino ai miei”. Un tentativo – maldestro – che suona come la più classica delle arrampicate sugli specchi.

Leggi anche: Garlasco, perché il dna di Stasi sull’estathé non significa nulla

Lo scontrino del parcheggio

Altro momento in cui Sempio ha sembrato esitare è quando è stato affrontato il tema dell’ormai celebre scontrino del parcheggio di Vigevano, da lui consegnato ai carabinieri all’epoca delle prime indagini per dimostrare la sua assenza da Garlasco nei minuti in cui si consumava il delitto (l’orario della morte di Chiara Poggi, inizialmente, era stato infatti collocato tra le 10.30 e e le 12 con una maggior centratura intorno alle 11-11.30, ndr): “Volevo acquistare un libro, ma ho trovato la libreria chiusa e quindi sono tornato indietro”, ha spiegato Sempio. Un libro così desiderato dall’allora diciannovenne tanto da far sì che il giorno dopo, come sarebbe testimoniato da un altro scontrino del parcheggio, fece ritorno alla libreria per acquistarlo.

Su che libro fosse, tuttavia, non ha ricordo: strano, anzi stranissimo, soprattutto se si pensa che lo bramava così tanto da tornare a cercarlo poco più di ventiquattro ore dopo che la sorella di uno dei suoi migliori amici era stata selvaggiamente assassinata. Senza dimenticarsi il fatto, poi, che solitamente il ricordo, in corrispondenza di eventi particolarmente traumatici (e l’omicidio della sorella di un caro amico sicuramente lo è) tende a cristallizzarsi: tutti noi, ad esempio, ci ricordiamo dove eravamo e cosa stavamo facendo l’11 settembre 2001 al momento dell’attacco terroristico alle Torri Gemelle.

La vignetta postata su Facebook il giorno della condanna di Stasi

Balbettante, infine, anche la spiegazione sulla vignetta (anch’essa ormai celebre) che Sempio postò su Facebook il giorno della condanna di Alberto Stasi da parte della Cassazione. L’uomo ha tenuto a sottolineare che il post venne fatto circa mezz’ora prima della lettura della sentenza, cercando – vanamente – di allontanare così i sospetti. Peccato, però, che la coincidenza rimanga: perché quella non era certo una data qualunque ed il percorso giudiziario di Alberto Stasi, in un modo o nell’altro, quel giorno sarebbe comunque giunto alla parola fine.

Tutto ciò – vale la pena sottolinearlo – non significa certo voler attaccare addosso a Sempio, innocente fino a prova contraria, l’etichetta di colpevole, ma certo – e la procura di Pavia non ha certo bisogno dei nostri consigli – si collocano come elementi degni di riflessione.

Davide Lanzillo

Immagine in pagina: Andrea Sempio a Quarto Grado (stopframe Mediaset Infinity)

5 responses to “Andrea Sempio a Quarto Grado, cosa non torna nel suo racconto”

  1. […] Leggi anche: Andrea Sempio a Quarto Grado, cosa non torna nel suo racconto […]

  2. […] Leggi anche: Andrea Sempio a Quarto Grado, cosa non torna nel suo racconto […]

  3. […] delitto di Garlasco, divenuta pubblica lo scorso marzo e che vede indagato per concorso in omicidio Andrea Sempio, continua a tenere banco quotidianamente. Oltre ai numerosi punti interrogativi […]

  4. […] titolare delle nuove indagini sul delitto di Garlasco che vede indagato per concorso in omicidio Andrea Sempio, emergerebbe un “rapporto disteso e sereno” tra Alberto e Chiara, con […]

  5. […] Garlasco, è svolto dall’ormai famigerato scontrino del parcheggio di Vigevano consegnato da Andrea Sempio agli inquirenti. Sul tagliando, che dimostrerebbe i movimenti compiuti quella mattina […]

Rispondi

Designed with WordPress

Scopri di più da Cronaca Nera Italiana

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere