Luciano Garofano

Un triste, tristissimo spettacolo. Soprattutto se, a offrirlo, è un professionista di alto livello, che, per primo, dovrebbe sempre dare esempio di compostezza e rispetto. Protagonista, suo malgrado, Luciano Garofano, l’ex comandante dei Ris di Parma che, nel corso della puntata di Ore 14 Sera andata in onda giovedì 9 aprile, si è reso autore di una nuova caduta di stile, l’ennesima di quest’ultimo periodo. Il generale (grado che lui stesso, con un pizzico di boria, ha tenuto a rivendicare nel corso del dibattito) si è infatti rivolto poco galantemente alla giornalista Rita Cavallaro, definendola “incompetente”.

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Garofano-Cavallaro, cosa è successo

Tutto è nato in seguito ad un intervento in cui Garofano ha negato che, nel 2007, le indagini sul delitto di Garlasco si siano subito concentrate su Alberto Stasi:”Noi come Ris non ci siamo concentrati subito su Stasi e nemmeno i carabinieri – ha detto -. Mano a mano si stavano però concretizzando degli indizi forti nei suoi confronti. Questi corrispondono già alla descrizione che lui fa della vittima: ne vede il pallore e quando viene risentito dal pubblico ministero dice che quello che aveva detto forse lo aveva immaginato”.

“Non dice che lo aveva immaginato, dice che aveva una parte della guancia più bianca. È andata bene in questi anni perché la gente non ha visto le cose”, è intervenuta a quel punto Rita Cavallaro. “Perché devo essere interrotto da persone incompetenti, nel senso più lessicale della parola? – ha ribattuto allora Garofano -. Gli indizi contro Stasi cominciavano a concentrarsi, ma rifiuto che ci sia stato una concentrazione dolosa su di lui. Non è assolutamente vero. Lei – ha poi aggiunto rivolgendosi ancora alla Cavallaro – parla di cose che non conosce”.

Parole che hanno spinto ad intervenire anche Giada Bocellari: “Non trovo corretto, se posso permettermi, che si usino continuamente termini come ‘incompetenti’ e ‘maleducati’”, ha detto la legale di Stasi. E Garofano, ancora poco elegantemente, ha voluto replicare: “Nel senso lessicale, si legga il vocabolario se magari ha dimenticato”.

I precedenti con De Rensis e Bocellari

Per Garofano, come dicevano in apertura, non si tratta del primo episodio di questo tipo. L’ex comandante dei Ris, nella puntata de Lo stato delle cose dello scorso 30 marzo, aveva attaccato duramente sia Antonio De Rensis, definendolo “maleducato”, sia Giada Bocellari, rivolgendosi a lei con un arrogante “stia zitta”. Per quanto riguarda l’utilizzo di quest’ultima espressione, Garofano, a Ore 14 Sera, si è scusato con la diretta interessata, salvo poi, come raccontato, rendersi protagonista di un nuovo episodio poco edificante con Rita Cavallaro. Un comportamento che testimonia un crescente nervosismo e che mal si addice a chi, nel corso della sua carriera professionale, ha ricoperto ruoli di tale rilevanza nell’Arma dei carabinieri.

Davide Lanzillo

Immagine in pagina: Luciano Garofano a Ore 14 Sera (stopframe RaiPlay)

2 risposte a “Da “stia zitta” a “incompetente”, Luciano Garofano è ormai un caso”

  1. Avatar Benedetto Crescenzi
    Benedetto Crescenzi

    Ma il Generale dove ha letto che il suo ruolo è quello di indirizzarsi verso qualcuno presunto omicida ; il RIS è un Organo investigativo meramente tecnico chiamato ha rilevare tutto ciò che sta nella scena del crimine (non solo ciò che lui ritiene utile) e rapportare il tutto in modo chiaro e dettagliato all’Autorità Giudiziaria. Solo questa Autorità utilizzerà i contenuti della perizia e non il Generale.

    1. Avatar Pasquale Ciuffreda
      Pasquale Ciuffreda

      Signor Garofano, con la sua inopportuna insistenza verso Rita Cavallaro di essere chiamato col grado, l’ Art. 854 del Codice dell’Ordinamento Militare conferisce a un militare il diritto di fregiarsi del titolo ovunque, anche se è in pensione, ma nessuna norma impone ai terzi, ossia ai civili, in qualsiasi contesto, ovunque, l’obbligo di chiamarlo col grado, in questo caso di “Generale”, né durante il servizio né dopo. Se lei pretende di essere chiamato col grado è in errore. In definitiva può presentarsi come Generale, ossia spendere il titolo, ma nessun civile è tenuto a chiamarlo “Generale”. E’ più che sufficiente, a voler tutto concederle, chiamarla signor Garofano

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