Ventitré coltellate, di cui diciannove tra collo e volto e quattro, invece, sulle mani, a conferma del tentativo della donna di difendersi. Così Claudio Carlomagno, che nelle scorse ore ha confessato il delitto nel corso di un interrogatorio, ha ucciso la moglie Federica Torzullo. L’uomo, che aveva poi occultato il corpo in una buca scavata nel terreno attiguo a quello in cui ha sede la ditta di famiglia, avrebbe tentato anche di dare fuoco al cadavere, come testimoniato dalla presenza di segni di ustione. Su quest’ultimo punto, tuttavia, diversa è la tesi del suo legale: “Non voleva bruciare il corpo, ma soltanto le tracce”, ha dichiarato nel corso della puntata di Mattino 5 andata in onda venerdì 23 gennaio l’avvocato Andrea Miroli.
“Carlomagno non ha avuto complici, lo dimostra la sua condotta maldestra”
“Le 23 lesioni sono la sommatoria di quelle ante mortem e post mortem – ha dichiarato il legale -. La condotta post mortem è quella che ha causato le maggiori lesioni al corpo. Le azioni di Carlomagno non erano volte a bruciare il corpo, ma esclusivamente i tappetini, gli asciugamani e tutto ciò che lui ha utilizzato per pulire il sangue. Vicino al corpo di Federica c’era un cassone pieno di materiale infiammabile e il fuoco, purtroppo, si è esteso al corpo. Carlomagno è riuscito a spegnerlo soltanto con della sabbia ed una pala che era nelle vicinanze: se avesse avuto l’aiuto di altre persone, a mio giudizio, sarebbe stato più accorto. Proprio la condotta maldestra che ha avuto subito dopo la morte di Federica lo dimostra. La relazione della donna con un altro uomo? Ha avuto inizio circa un anno fa – ha spiegato -, la signora era solita andare fuori per lavoro ed in quest’ottica il mio assistito non ne era a conoscenza”.
Davide Lanzillo
Immagine in pagina: Federica Torzullo e Claudio Carlomagno (foto pagina Facebook Quarto Grado)

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