Un ruolo cruciale, nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, è svolto dall’ormai famigerato scontrino del parcheggio di Vigevano consegnato da Andrea Sempio agli inquirenti. Sul tagliando, che dimostrerebbe i movimenti compiuti quella mattina dall’attuale indagato, sono infatti circolate diverse ipotesi, a partire da quella che ad averlo realmente fatto non sia stato Sempio. Una circostanza che, se confermata, avrebbe ripercussioni pesantissime sull’inchiesta. A ribadirlo, nel corso della puntata di Storie Italiane andata in onda mercoledì 4 marzo, è stata Giada Bocellari, avvocato di Alberto Stasi.
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Bocellari: “Un racconto falso sarebbe un gravissimo indizio di colpevolezza”
“Se mai dovesse essere appurato che quello scontrino non è stato fatto da Andrea Sempio, non si può dire che non vale nulla – ha affermato Giada Bocellari. Quello sarebbe un alibi falso, e sottolineo alibi. Anche una persona informata sui fatti, quando gli viene richiesto che cosa ha fatto, fornisce un alibi. Noi, per anni, abbiamo sentito dire ‘tutti avevano gli alibi’ e non erano tutti indagati. E aggiungo che nel 2017 Andrea Sempio, che era indagato, quando venne interrogato, e lì rispose alle domande, disse la stessa cosa: alla domanda su che cosa avesse fatto quella mattina, disse di essere andato a Vigevano come da scontrino che aveva già depositato. Se si appurasse che quello scontrino non lo ha fatto lui, avrebbe fornito un racconto falso e questo sarebbe un gravissimo indizio di colpevolezza, più importante e pesante processualmente rispetto al dna”.
Immagine in pagina: Giada Bocellari a Storie Italiane (stopframe RaiPlay)

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