Un mistero. Su cosa sia successo davvero ad Aurora Livoli, il cui corpo privo di vita è stato ritrovato lunedì 29 dicembre nel cortile di uno stabile di via Paruta nella periferia di Milano, non ci sono certezze. La 19enne, che si era allontanata dalla sua casa in provincia di Latina lo scorso 4 novembre, come denunciato dalla famiglia che, con lei, aveva avuto un ultimo contatto telefonico nella mattinata del 26 novembre (durante il quale Aurora aveva manifestato la volontà di non fare rientro senza fornire indicazioni su dove si trovasse), al momento del ritrovamento non aveva addosso nessun documento e neanche un cellulare. Per l’identificazione è servito l’intervento dei genitori, che hanno riconosciuto la figlia nelle immagini estrapolate da alcune telecamere di sorveglianza e diffuse dalla Procura.
Aurora Livoli, ipotesi omicidio
L’ipotesi più concreta, in ogni caso, è quella che la giovane, ritrovata seminuda, senza intimo, con i pantaloni leggermenti abbassati e con un giubbotto appoggiato sul petto, sia stata uccisa: sul suo collo, infatti, ci sarebbero alcuni lividi, compatibili con uno strangolamento. Ed il pm Antonio Pansa, in attesa dei risultati dell’autopsia, ha aperto un fascicolo per omicidio volontario.
Gli inquirenti, che stanno passando al setaccio le ultime ore di vita di Aurora Livoli, si stanno concentrando con particolare attenzione sull’uomo, alto e magro, ripreso dalle telecamere insieme a lei in via Paruta. I due, si vede nelle immagini, entrano dal portone del condominio al civico 74, dove poi, in un vialetto vicino ad un’aiuola, la ragazza verrà ritrovata morta. Un’ora dopo le telecamere riprendono l’uomo mentre percorre la stessa strada al contrario, stavolta, però, da solo. Che cosa sia successo in quei sessanta minuti, rimane un punto interrogativo.
Aurora Livoli, una vita tormentata
Una vita, quella di Aurora, tormentata. Adottata a sei anni, già in passato si era allontanata da casa, facendo però poi ritorno. Sui social si era inoltre spesso lasciata andare ad alcuni sfoghi che ne mettevano in luce il proprio disagio interiore: “Ho Lucifero dentro di me”, “Troppo tempo per pensare fa pensare male”, alcuni dei suoi pensieri. Nessuno, tuttavia, avrebbe potuto mai immaginare che quella vita così travagliata potesse concludersi così prematuramente. E tragicamente.
Davide Lanzillo

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