Il 2025 è stato l’anno della clamorosa – e, almeno mediaticamente, rumorosa – riapertura dell’inchiesta relativa al delitto di Garlasco. Indagato per concorso in omicidio con ignoti o con Alberto Stasi, già condannato in via definitiva nel 2015 a sedici anni di carcere, è oggi Andrea Sempio, che nel 2007, anno dell’assassinio di Chiara Poggi, era stretto amico del fratello della vittima. Il fascicolo a suo carico (il secondo, dopo quello frettolosamente archiviato nel marzo 2017) è stato aperto dagli inquirenti lo scorso 23 gennaio, ma l’inchiesta è divenuta pubblica solamente circa due mesi più tardi, esattamente l’11 marzo. A condurre le indagini la procura di Pavia, guidata da Fabio Napoleone e l’aggiunto Stefano Civardi.
I punti ancora mancanti: impronta 33, Bpa, perizia della Cattaneo e indagini tradizionali
Il 18 dicembre, nell’ambito del nuovo procedimento, si è chiuso l’incidente probatorio, all’interno del quale è stata cristallizzata la questione relativa al dna ritrovato sulle unghie di Chiara Poggi che, per la genetista Denise Albani, è compatibile con la linea patrilineare dell’indagato. Molti, tuttavia, ancora i punti da chiarire, che potrebbero contribuire a riscrivere la storia del delitto di Garlasco.
Ancora in ballo, ad esempio, la questione relativa alla nota impronta 33, ritrovata sul muro delle scale nelle vicinanze del corpo di Chiara Poggi. Quell’impronta (subito attenzionata dagli inquirenti già nel 2007 in quanto si è ritenuto che potesse essere stata lasciata dall’assassino), secondo la procura, corrisponde per quindici minuzie a quella di Andrea Sempio, mentre per la difesa dell’indagato i punti di contatto sarebbero solamente cinque, rendendone quindi impossibile un’attribuzione. E proprio lì vicino, per l’esattezza all’inizio delle scale, sarebbe stata rinvenuta anche una nuova impronta di scarpa mai presa in esame prima.
Tra gli aspetti ancora mancanti nell’indagine vi sono poi le risultanze della relazione dei Ris di Cagliari sulla Bpa, l’esame che analizza la forma e la distribuzione delle macchie e schizzi di sangue per ricostruire le dinamiche degli omicidi. Carabinieri e tecnici, con questo obiettivo, avevano effettuato lo scorso 9 giugno un approfondito sopralluogo nella villetta di via Pascoli in cui è avvenuto il delitto nel 2017 mappando in 3d tutti gli spazi coinvolti nella scena del crimine. La loro perizia è già in mano agli inquirenti, i quali non ne hanno ancora però svelato il contenuto.
Si attende, poi, l’esito del lavoro dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, incaricata, attraverso l’analisi del corpo di Chiara Poggi, di ricostruire circostanze, modalità e tempistiche del delitto. L’ora dell’omicidio, dalla Cassazione, è stato fissato tra le 9.12 e le 9.35: spostare l’orario in avanti, anche se di poco, permetterebbe ad Alberto Stasi di chiedere la revisione del processo. L’ex fidanzato di Chiara Poggi, infatti, per i momenti successivi ha un alibi, essendo impegnato, come verificato, a lavorare alla tesi di laurea. Senza dimenticare, infine, le indagini tradizionali, sulle quali la procura di Pavia, fino ad oggi, ha mantenuto il massimo riserbo.
Garlasco, quando finiranno le nuove indagini
Le indagini dovrebbero terminare a febbraio, ma gli inquirenti potrebbero anche chiederne una proroga di altri sei mesi. In ogni caso, a prescindere da quelle che saranno le tempistiche, si fa sempre più probabile che i pm optino per il rinvio a giudizio di Andrea Sempio. Ed in quel momento, inevitabilmente, dovranno svelare tutte le carte a propria disposizione.
Davide Lanzillo
Immagine in pagina: Andrea Sempio durante la partecipazione al programma Porta a Porta (stopframe RaiPlay)
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