Garlasco, l'impronta trovata sulla scena del crimine forse attribuibile a Stasi

Tra gli elementi che, nel 2015, hanno portato alla condanna in via definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007, vi è anche l’assenza di tracce dell’ex studente della Bocconi nella villetta dove si è consumato il delitto, oltre all’assenza di sangue sulle scarpe da lui indossate in quel momento.

Assenze, per gli inquirenti dell’epoca, ritenute inverosimili e che, di conseguenza, hanno portato a considerare falso il racconto fatto dall’allora 24enne: Stasi (e la sua versione non è mai cambiata nel corso degli anni) ha infatti sempre detto che attorno alle 13.45 di quel 13 agosto, dopo aver chiamata Chiara al cellulare dall’esterno della villetta senza risposta (altre chiamate, sempre rimaste senza risposta, il ragazzo le aveva effettuate già nel corso della mattina), ha scavalcato il muretto esterno e, dopo aver aperto la porta che non era chiusa dall’interno, ha trovato la ragazza distesa a terra, verosimilmente morta. Attorno, infatti, sangue ovunque.

Stasi, a quel punto, sarebbe uscito dalla villa e, mentre si recava alla vicina caserma dei carabinieri, avrebbe effettuato l’ormai ampiamente nota chiamata al 118. Ma in quella casa, secondo l’accusa, Stasi non sarebbe mai entrato nel primo pomeriggio ed il suo sarebbe stato il racconto dell’aggressore e non di chi aveva ritrovato il colpo.

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L’impronta (forse) attribuibile a Stasi: la possibile scoperta di Luigi Grimaldi

Ebbene, per Luigi Grimaldi, giornalista che, da sempre, segue con scrupolosa attenzione il caso, una possibile traccia del passaggio di Stasi scopritore del cadavere ci sarebbe. Nelle fotografie effettuate dal Rono dei carabinieri di Pavia, infatti, si intravede una traccia che presenta una somiglianza con la suola delle scarpe Lacoste indossate da Stasi al momento in cui si recò in questura (subito dopo, stando al suo racconto, la scoperta del corpo). Una scoperta che, se confermata, cambierebbe tutto: se quella fosse davvero l’impronta lasciata da Stasi, ciò significherebbe che la sua versione dei fatti inerenti quella giornata corrisponderebbe alla realtà, disintegrando uno dei capisaldi accusatori che hanno portato poi alla sua condanna.

Qualcuno potrà obiettare che su quelle scarpe, in ogni caso, non furono trovate tracce di sangue: come dimostrato in perizia, tuttavia, dopo 29 passi, di quel sangue ormai secco, non sarebbe potuta restare nessuna traccia, soprattutto dopo aver camminato sull’erba bagnata come quella del giardino attorno alla villetta dei Poggi.

Quella di Grimaldi, è bene sottolineare, è soltanto un’intuizione e un’ipotesi, da verificare, ovviamente, con i fatti. Ma non è certamente da escludere che i Ris di Cagliari, tornati la scorsa estate all’interno della villetta di via Pascoli per ricostruire la dinamica dell’omicidio, l’abbiano già presa in considerazione.

Davide Lanzillo

Immagine in pagina tratta dal profilo X di Luigi Grimaldi

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