Emilio Gabriel Valdez Velazco, il 57enne peruviano fermato dai carabinieri di Milano il giorno dopo il ritrovamento del corpo, ha confessato: è stato lui, la sera del 28 dicembre, ad uccidere Aurora Livoli dopo averla violentata. Un’ammissione di responsabilità che l’uomo, che poche ore prima del delitto aveva cercato di rapinare una sua connazionale mentre era in attesa della metro, ha reso nel corso di un interrogatorio di tre ore ai pubblici ministeri Antonio Pansa e Letizia Mannella.
La confessione
Emilio Gabriel Valdez Velasco ha raccontato di aver incontrato Aurora sulla banchina della fermata Cimiano della linea verde. Qui la 19enne, stando al suo racconto, gli avrebbe chiesto dei soldi per comprare un pacchetto di sigarette. I due, come testimoniano i fotogrammi agli atti dell’indagine, si sono poi allontanati dirigendosi verso l’uscita della fermata per poi ricomparire nel cortile di via Paruta, dove si è consumata la violenza e l’omicidio. L’uomo, che aveva fatto ritorno in un secondo momento sulla scena del crimine, ha spiegato agli inquirenti di aver commesso l’azione omicidiaria sotto l’effetto di alcol e cocaina e di non essersi accorto di averla uccisa.
Il legale di Velazco: “Reazione a cortocircuito, non voleva ucciderla. Rottura con il senso della realtà”
“Ha affermato di essere ritornato nel cortile – ha affermato Massimiliano Migliara, avvocato di Velazco – perché aveva dimenticato il cellulare. Poi è rimasto lì, quasi a vegliare la ragazza ritenendola assopita, ma di fatto ha vegliato un cadavere che ha coperto con un giubbotto. La sua è stata una reazione a cortocircuito, non voleva ucciderla e si è accorto soltanto dopo di averlo fatto. Ha mostrato una rottura con il senso della realtà. È emerso più di un elemento che mi fa ritenere ci sia un problema di quel tipo ed è un interesse oggettivo di tutti accertare questo fatto, al di là di quelli che possono essere i risultati processuali: un episodio talmente grande che va chiarito”.
A conferma di questa presunta mancata percezione della realtà, per il legale, “basta anche soffermarsi sul fatto che l’indagato prima commette una tentata rapina in presenza di telecamere e dopo rimane all’interno della stazione della metropolitana, in una situazione in cui era conclamata la possibilità di essere individuato”.
Cosa rischia l’assassino
Velazco, che già in passato era stato condannato per violenza sessuale, si trova al momento in custodia cautelare al carcere di San Vittore. Il peruviano è accusato di omicidio aggravato e violenza sessuale: capi di imputazione che potrebbero costargli una condanna all’ergastolo.
Davide Lanzillo
Immagine in pagina: Aurora Livoli (foto da Threads)

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