Pasquale Linarello

La difesa di Andrea Sempio, indagato dalla procura di Pavia nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, si è riunita nella giornata di mercoledì 4 marzo a Roma per valutare i prossimi passi da compiere. Tra i consulenti del team difensivo c’è anche Armando Palmegiani, il quale, nei giorni scorsi, ha ipotizzato che le tracce di dna riconducibili alla linea patrilineare dell’indagato ritrovate sulle unghie di Chiara Poggi possano essere riconducibili ad un trasferimento mediato da un oggetto, come, ad esempio, un asciugamano. Parole alle quali, nel corso della puntata di Mattino 5 andata in onda venerdì 6 marzo, ha risposto Pasquale Linarello, genetista consulente della difesa di Alberto Stasi.

Linarello: “Improbabile che il dna si sia trasferito mediante l’asciugamano”

“Ogni volta che noi utilizziamo un oggetto lasciamo il nostro dna e portiamo via quello che c’è – ha spiegato Linarello -. O ipotizziamo che quell’asciugamano sia rimasto intonso fino alla morte di Chiara Poggi, che lo ha toccato appena prima di morire, o a me sembra improbabile, anche considerato il fatto che era estate e difficilmente si lascia nove giorni un asciugamano senza cambiarlo. Da scienziato dico che tutto è possibile, ma quanto è probabile che Andrea Sempio toccaìhi quell’asciugamano che non viene cambiato e che non tocca nessun altro?”.

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“Mi dispiace – ha aggiunto – che si passa dall’opinione scientifica all’opinione personale: allora io potrei lanciare la bomba e dire che per me quello è un contatto diretto con le mani di Andrea Sempio. Io potrei dare tante opinioni, ma o ci basiamo sui dati tecnici oppure si va sulle suggestioni. La dottoressa Baldi, ad esempio, lancia la bomba dicendo che Chiara potrebbe essere di morte, con l’assassino uscito di casa alle 9.12. Se ci basiamo sui dati tecnici, cosa ci dice la dottoressa Albani? La dottoressa Albani, che stabilisce che quel dna è di Sempio, e non mi pare che la difesa di Sempio stia contestando questo dato, ci dice che non possiamo sapere dove, quando e perché. Tutto quindi è possibile, ma a me sembra poco probabile che un asciugamano rimanga non utilizzato per nove giorni da chi quella casa la frequenta e che ritroviamo il dna di un soggetto che nove giorni prima forse è entrato in quella casa”.

“Sulle mani della vittima si trova solitamente il dna dei conviventi, non quello di chi frequenta saltuariamente la casa”

“Adesso c’è la suggestione di una sola arma del delitto – ha proseguito Linarello -. A me sembra che, da parte di un certo gruppo di colleghi, si stia tentando di togliere Andrea Sempio dalla scena del crimine e di inserire per forza Alberto Stasi. Di conseguenza allora c’è una sola arma del delitto, anche se le ferite ci dicono tutt’altro. Noi dobbiamo sempre ricordarci che il mosaico che si sta componendo è composto da tanti elementi, anche dagli accertamenti scientifici, ma non possiamo prendere il singolo elemento e tirarlo come ci piace”.

“Tutti gli studi che parlano del dna da background – ha concluso il genetista – affermano che sulle mani della vittima si trova il dna dei conviventi, oltre a quello dell’aggressore, non di persone che non frequentano quella casa o che la frequentano saltuariamente”.

Davide Lanzillo

Immagine in pagina: Pasquale Linarello in collegamento con Mattino 5 (stopframe Mediaset Infinity)

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