Tanti, troppi i punti ancora oscuri sulla morte di Chiara Poggi, selvaggiamente assassinata il 13 agosto 2007 e per il cui omicidio, nel 2015, è stato condannato a sedici anni di carcere Alberto Stasi. Sui numerosi interrogativi sollevati dagli errori commessi nelle prime indagini si continua ancora oggi a dibattere quotidianamente nei talk show e sul tema, non risparmiando alcune frecciatine, è intervenuto con un video pubblicato sui propri canali social il giornalista Giuseppe Brindisi.
Brindisi: “Sciocchezza dire che il computer di Chiara Poggi faceva ricerche da solo”
“Alcune cose che ho sentito sono a metà tra l’inquietante e l’esilarante – ha affermato Giuseppe Brindisi -. Parlo, ad esempio, del computer di Chiara Poggi, che, abbiamo saputo da qualche giorno, viene analizzato da un consulente della procura di Pavia. Per provare a minimizzare la gravità di quello che si potrebbe trovare in quel pc, si sarebbe detto che andava da solo, che faceva ricerche da solo (il riferimento parrebbe a quanto detto dall’ingegnere informatico Michele Vitiello a Quarto Grado, ndr). Sappiamo che i computer hanno un’attività di routine di background, ma capite bene che questa affermazione è una sciocchezza. Se una consulenza del genere avesse valore, ed ovviamente non lo ha e non lo avrà mai, tutti i processi sui detentori di materiale illegale finirebbero in un nulla: ‘non sono io a fare quelle ricerche, è il mio computer che va per conto suo’, direbbero”.
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“Carabinieri bistrattati per giustificare gli errori”
“Un’altra affermazione che è stata fatta per giustificare gli innumerevoli errori dell’inchiesta sulla morte di Chiara Poggi – ha proseguito – riguarda i carabinieri, che sono stati bistrattati. Sarebbe stato detto, a proposito dei carabinieri intervenuti sulla scena del crimine a Garlasco, che avevano la terza media, insomma, che erano ignoranti (qui, invece, Brindisi sembra rivolgersi a quanto dichiarato da Luciano Garofano a Lo Stato delle Cose, ndr) -. E questo giustificherebbe gli innumerevoli errori. Io credo che sarebbe l’ora di uscire dalla metafora sulle barzellette dei carabinieri, che non fanno ridere più, soprattutto se dette da chi nell’arma c’è stato fino ai gradi più alti. E proprio per questo sa che le responsabilità degli errori dei carabinieri, anche di quelli con la terza media, per catena gerarchica ricade sui superiori”.
“Il silenzio della procura fa paura”
“So per certo -ha sottolineato – che i vertici dei carabinieri non sono affatto contenti del fango che viene gettato sull’arma per coprire tutte le nefandezze consumate fin da subito, e poi nelle settimane, nei mesi e negli anni seguenti, sul delitto di Garlasco. E gli stessi vertici dei carabinieri stanno alacramente lavorando sulle nuove indagini proprio per ristabilire la verità sulla morte di Chiara Poggi. La verità è che, a mia memoria, non ricordo nessun’altra inchiesta giudiziaria così vilipesa e perculata come quella condotta da Fabio Napoleone ed i suoi sostituti della procura di Pavia. Forse soltanto Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ebbero lo stesso trattamento. Ho sentito anche il difensore di Sempio, l’avvocato Cataliotti, elogiarlo per la discrezione e la segretezza rispettosa del codice e della legge. Ma il silenzio, evidentemente, a volte può fare paura”.
Davide Lanzillo
Immagine in pagina: Giuseppe Brindisi su X

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