La nuova settimana, nella vicenda relativa alla nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, è iniziata con la richiesta d’incidente probatorio sui computer di Alberto Stasi e Chiara Poggi presentata da Angela Taccia e Liborio Cataliotti, avvocati dell’indagato Andrea Sempio. Una mossa che per il giornalista Giuseppe Brindisi, vice direttore di VideoNews e conduttore di Zona Bianca, avrebbe un motivo ben preciso: accedere al contenuto del pc della vittima prima dell’eventuale rinvio a giudizio.
Brindisi: “Nel compuer di Chiara si trova la parte decisiva dell’inchiesta”
“È giusto provare a fare una breve riflessione – ha spiegato Brindisi in un video pubblicato sul proprio profilo X -: perché questa iniziativa degli avvocati Taccia e Cataliotti? Perché proprio ora? Per me la risposta va letta tra le righe: io credo che la difesa Sempio, anche grazie al famoso video caricato sul pc di Chiara e svelato da Francesca Bugamelli, abbia realizzato che qualcosa stava accadendo. Il video di Sempio e dei suoi amici che giocano a palla a scuola, di per sé, è del tutto innocuo, ma era rivelatore di qualcos’altro, ovvero che la procura di Pavia sta da tempo cercando e investigando nella sfera digitale. Secondo me è molto probabile che la ricerca dell’eventuale movente di Sempio vada indirizzata al computer di Chiara Poggi: forse lì dentro si trova la parte decisiva dell’inchiesta”.
“Dal momento che gli avvocati di Sempio sono arrivati a questa conclusione – ha proseguito -, credo che per loro sia nato un problema, vale a dire arrivare a conoscere il contenuto del computer di Chiara prima che scatti il rinvio a giudizio. Quale, quindi, la scorciatoia? L’incidente probatorio. L’idea, per me, è questa: usare il pretesto del computer di Stasi, che per la difesa di Sempio non ha alcuna utilità diretta, per ottenere accesso anticipato al computer di Chiara agganciandosi a tutta la narrativa costruita in questi mesi sui presunti misteri del pc di Alberto. In pratica usano Stasi per arrivare a Chiara”.
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“La difesa Sempio vuole depotenziare ciò che la procura potrebbe aver trovato”
“La difesa di Sempio – ha sottolineato ancora Brindisi – vuole accedere al pc di Chiara prima del rinvio a giudizio per cercare di depotenziare ciò che la procura potrebbe aver trovato. Non tanto, quindi, cercare di evitare il processo, missione ormai impossibile, quanto arrivarci con un contraddittorio già impostato. È una strategia che, a mio avviso, ha il sapore di un tentativo disperato, in quanto rivela una cosa importante: abbiamo probabilmente capito tardi qual è la vera direzione investigativa. La procura è stata abilissima a tenere l’attenzione, anche dell’opinione pubblica, sugli elementi scientifici lasciando in penombra l’indagine tradizionale e, soprattutto, il computer di Chiara, che era e resta un elemento molto sensibile”.
“Mentre noi litigavamo sul dna, pattumiere, impronte e biciclette – ha poi concluso il giornalista -. loro interrogavano silenziosamente i compagni di scuola di Sempio già dal 12 luglio. L’incidente probatorio, in sintesi, servirebbe a forzare il contradditorio anticipato. E, proprio per questo motivo, credo che la procura non lo ammetterà, dato che l’analisi del computer non è un atto irrepetibile”.
Davide Lanzillo
Immagine in pagina: Giuseppe Brindisi (stopframe video X)

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