Antonio De Rensis (stopframe Mediaset Infinity)

Dario Redaelli, consulente dei Poggi, l’annuncio lo aveva fatto ormai diverse settimane fa in diretta tv a Quarto Grado: la famiglia della vittima, nel mezzo della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco che vede indagato per concorso in omicidio Andrea Sempio, ha deciso di sottoporre ad accertamenti scientifici alcuni oggetti indossati da Chiara la mattina del 13 agosto 2007, quando venne uccisa all’interno della villetta di via Pascoli. Ad essere analizzati, nel dettaglio, sono due orecchini, una catenina con il ciondolo di un dente di squalo, un orologio, una cavigliera ed alcuni braccialetti. Oggetti, in passato, mai sottoposti ad esami approfonditi per rilevare eventuali tracce genetiche.

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De Rensis: “Nessun giudice accetterebbe questi approfondimenti”

Sull’effettivo valore giuridico di tali accertamenti, tuttavia, si è espresso in maniera critica Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi. Il legale, nel corso della puntata di Ore 14 andata in onda mercoledì 14 gennaio, ha espresso più di qualche perplessità sull’analisi di questi oggetti, da anni non più sotto sequestro e restituiti alla famiglia Poggi.

“Ho sentito una dichiarazione al telegiornale di uno dei consulenti della famiglia Poggi, il dottor Redaelli, in cui dice che si stanno facendo degli approfondimenti su degli oggetti  – ha affermato De Rensis -. Questi approfondimenti, come stabilito anche da una recente sentenza in Cassazione, in assenza della catena di custodia non possono essere utilizzabili. Voglio vedere quale giudice accetterebbe questa produzione. Io ritengo che questi accertamenti corrispondono ad un nulla giuridico e annunciarli possono far parte di una qualsivoglia strategia difensiva o comunicativa che non mi permetto di giudicare”.

Immagine in pagina: Antonio De Rensis al programma “È sempre Cartabianca” (stopframe video Mediaset Infinity)

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