Nella puntata de Le Iene andata in onda mercoledì 15 aprile è stata trasmessa un’intervista ad una collega di Luca Spada, l’uomo arrestato sabato scorso a Forlì con l’accusa di omicidio volontario aggravato e sospettato di aver causato la morte di alcuni anziani durante o dopo il trasporto in ambulanza.
Il racconto
“Quando sono iniziati questi episodi c’è stato un sospetto, ma inizialmente pensavamo ‘Madonna, tutte lui le sfighe’ – ha affermato la collega di Luca Spada -. C’era questo disagio nei suoi confronti: a me, in dieci anni che faccio questo servizio, non è infatti mai capitato una volta. Un altro collega mi ha chiesto se avevo visto la sua divisa, allora una sera ho deciso di controllarla: ho trovato una siringa aperta, senza ago. Non era sigillata Non avrebbe dovuto esserci, perché noi non siamo sanitari, ma tecnici di ambulanza. Il caso ha voluto che poi incontrassi un amico carabiniere e mi sono confidata, raccontandogli di queste morti che capitavano sempre alla stessa persona”.
“Ha sempre approfittato, quando ha potuto, di stare dietro – ha proseguito nel suo racconto -. Lo specchietto retrovisore serve per guardare dentro al vano sanitario. Se tu mi chiudi il vetro e spegni la luce faccio un po’ più fatica a vedere. È stato anche per me pesante arrivare a credere che potesse aver fatto una cosa del genere. Ha buone capacità di manipolare, due settimane fa l’ho visto e anche in quell’occasione è riuscito a farmi tenerezza. Ha questo modo di fare che, nonostante io sia in mezzo a tutto questo, mi veniva voglia di abbracciarlo. Mi faceva una tenerezza enorme. Era un insospettabile”.
Davide Lanzillo
Immagine in pagina: Luca Spada intervistato a Le Iene (stopframe Mediaset Infinity)

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