94 pagine. Di tanto consta la perizia condotta dalla genetista Denise Albani, nominata dal giudice delle indagini preliminari di Pavia Daniela Garlaschelli per l’incidente probatorio nel procedimento che vede indagato per concorso in omicidio Andrea Sempio, sul materiale genetico ritrovato sulle unghie di Chiara Poggi. Uno scrupoloso lavoro le cui conclusioni indicano una compatibilità tra l’aplotipo Y dell’indagato e le tracce rinvenute, sottolineando però allo stesso tempo l’impossibilità di giungere all’identificazione di un singolo soggetto e di stabilire modalità e tempistiche della deposizione del materiale.
“Ipotesi da moderatamente forte a forte che Sempio abbia contribuito alla traccia”
“Dalla valutazione dell’aplotipo misto parziale in singola replica non consolidato Y428 – MDX5 e dalla comparazione con gli aplotipi delle P.O.I – scrive la genetista Denise Albani – è emersa l’esclusione di tutti i soggetti di interesse a eccezione di SEMPIO Andrea (e di tutti i soggetti di sesso maschile imparentati con lo stesso per via patrilineare), risultato non escluso quale contributore alla traccia su 12 dei 12 loci tipizzati. Data l’evidenza e la presenza di un contributore sconosciuto non imparentato con la P.O.I., l’ipotesi H1 che SEMPIO Andrea (e tutti i soggetti imparentati con lo stesso per via patrilineare) abbia contribuito alla traccia Y428 – MDX5 è approssimativamente da 476 a 2153 volte più probabile rispetto all’ipotesi H2 secondo cui due soggetti ignoti di sesso maschile non imparentati con la P.O.I. abbiano contribuito alla traccia mista di interesse”.
“Tali valori di LR si traducono, rispettivamente, in un supporto che va da moderatamente forte a forte (sulla base della popolazione di riferimento) all’ipotesi che SEMPIO Andrea (e tutti i soggetti imparentati con lo stesso per via patrilineare) abbia contribuito alla traccia Y428 – MDX5. – dalla valutazione dell’aplotipo misto parziale in singola replica non consolidato Y429 – MSX1 e dalla comparazione con gli aplotipi delle P.O.I. è emersa l’esclusione di tutti i soggetti di interesse a eccezione di SEMPIO Andrea (e di tutti i soggetti di sesso maschile imparentati con lo stesso per via patrilineare), risultato non escluso quale contributore alla traccia su 10 dei 10 loci tipizzati”.
“Data l’evidenza e la presenza di un contributore sconosciuto non imparentato con la P.O.I. – scrive ancora la dottoressa Albani -, l’ipotesi H1 che SEMPIO Andrea (e tutti i soggetti imparentati con lo stesso per via patrilineare) abbia contribuito alla 91Tribunale di Pavia – Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari Dott.ssa Daniela GARLASCHELLI Procedimento Penale nr. 642/2025 R.G.N.R. – Procedimento Penale nr. 1099/2025 R.G.G.I.P. traccia Y429 – MSX1 è approssimativamente da 17 a 51 volte più probabile rispetto all’ipotesi H2 secondo cui due soggetti ignoti di sesso maschile non imparentati con la P.O.I. abbiano contribuito alla traccia mista di interesse. Entrambi i valori di LR si traducono in un supporto moderato all’ipotesi che SEMPIO Andrea (e tutti i soggetti imparentati con lo stesso per via patrilineare) abbia contribuito alla traccia Y429 – MSX1”.
“Impossibile giungere all’identificazione di un singolo soggetto”
“Per concludere, questo Perito – scrive Albani nella propria perizia – ritiene che una corretta valutazione degli esiti dei calcoli biostatistici in parola con supporto moderatamente forte/forte e moderato circa la contribuzione di SEMPIO Andrea (e di tutti i soggetti imparentati con lo stesso per via patrilineare) alle tracce Y428 – MDX5 e Y429 – MSX1 debba necessariamente tenere conto di tutte le “proprietà intrinseche” che caratterizzano gli aplotipi oggetto di comparazione, delle molteplici criticità riscontrate nella disamina degli atti e delle limitazioni in termini di conoscenze e applicativi attualmente disponibili nella comunità scientifica internazionale per le valutazioni biostatistiche (uno fra tutti l’assenza di un database che contempli la popolazione locale d’interesse). L’analisi del cromosoma Y non consente di addivenire a un esito di identificazione di un singolo soggetto, anche qualora i risultati siano completi, consolidati e attribuibili a una singola fonte”.
“Non è possibile stabilire con rigore scientifico modalità e tempistiche di deposizione del materiale genetico”
“Nel caso di specie – sottolinea la genetista Albani – si tratta di aplotipi misti parziali per i quali non è possibile stabilire con rigore scientifico:
– se provengano da fonti del dna depositato sotto o sopra le unghie della vittima e, nell’ambito della stessa mano, da quale dito provengano;
– quali siano state le modalità di deposizione del materiale biologico originario;
– perché ciò si sia verificato (per contaminazione, per trasferimento avventizio diretto o mediato);
– quando sia avvenuta la deposizione”.
“A parere di questo Perito, infine, le strategie analitiche adottate nel 2014 (mancata qualificazione del dna e utilizzo di diversi volumi di eluato per le tre sessioni di tipizzazione Y) hanno di fatto condizionato le successive valutazioni perché non hanno consentito di ottenere esiti replicati (congiuntamente comparabili) al fine di giungere a un risultato che fosse certamente affidabile e consolidato o, diversamente, certamente non interpretabile perché caratterizzato da artefatti”.
Davide Lanzillo
Immagine in pagina: Andrea Sempio intervistato dalla trasmissione Quarto Grado (stopframe video Mediaset Infinity)

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