Gian Luigi Tizzoni, avvocato della famiglia Poggi, ha rilasciato un’intervista a Quarto Grado nel corso della quale ha commentato la denuncia di Stefania Cappa nei confronti di Antonio De Rensis, Alessandro De Giuseppe e Francesco Marchetto: “Nell’inchiesta c’è stata un’intromissione di soggetti non legittimati, è giusto che si approfondisca”, ha detto il legale.
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Tizzoni: “Si vuole spostare l’attenzione dalla responsabilità di Stasi”
“C’è stata una specie di intromissione nell’inchiesta pavese da parte di figure che non appartengono alle istituzioni – ha dichiarato Tizzoni -. Abbiamo soggetti come De Giuseppe, che è un giornalista che è stato anche consulente di Stasi nella revisione del 2020, e come Marchetto, condannato per falsa testimonianza proprio nella vicenda Garlasco, che entrano nella vicenda: negli atti, infatti, abbiamo riscontro di interlocuzioni con l’autorità giudiziaria. È quindi evidente che se qualcuno avesse ravvisato di aver corso il rischio di essere iscritto nel registro degli indagati per un reato gravissimo come l’omicidio avrebbe buon titolo per denunciare questa circostanza. Si ha la sensazione che si voglia spostare l’attenzione da quello che è il cuore di questa vicenda, cioè la responsabilità di Stasi, confermata a nostro avviso anche da queste indagini pavesi. Leggendo gli atti – ha sottolineato – non riesco ad intravedere una responsabilità di Sempio”.
“De Rensis? Quello che è un dato notorio, poiché lui stesso lo rivendica, è un rapporto con De Giuseppe – ha poi aggiunto -. C’è sicuramente un legame, poi se sia lecito o meno non sta a me stabilirlo, ma va giustamente approfondito. Negli atti, ripeto, è evidente l’intromissione di soggetti che non sono legittimati in quanto pubblici ufficiali a svolgere, ad esempio, delle intercettazioni: De Giuseppe, invece, ha registrato la mamma di Sempio e, da quanto capisco, anche altri soggetti”.
“Si è assistito, da parte di De Rensis, ad una performance quasi unica – ha detto poi Tizzoni -. C’è stata un’attività quotidiana di riabilitazione mediatica di Stasi portata avanti in molti contesti televisivi e non solo che, inevitabilmente, avrà fatto sì che alcune persone si siano fatte delle idee che non sono quelle contenute nelle sentenze. Io invito sempre tutti a distinguere la verità giudiziaria da quella prospettata mediaticamente. De Rensis ha valorizzato molto l’approccio con i media e se qualcuno vorrà capire fino a che punto la sua attività si sia spinta è nell’ordine delle cose”.
Davide Lanzillo
Immagine in pagina: Gian Luigi Tizzoni intervistato da Quarto Grado (stopframe Mediaset Infinity)

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