Tizzoni

Nuovo episodio dello scontro tra Gian Luigi Tizzoni, avvocato della famiglia Poggi, ed il giornalista Milo Infante. Il legale, a La vita in diretta, ha replicato al conduttore di Ore 14, che lo aveva accusato di minacce e pressioni per far chiudere la trasmissione. “Questa è un’intimidazione, è una minaccia che mi sento di respingere al mittente – aveva detto Infante -. Basta. Non è più accettabile. Io spero un giorno di trovare un giudice che possa dire ‘guardi Infante, lei ha tutte le colpe del mondo’, ma continuare a sentirsi dire da quattro gatti che dobbiamo chiudere, che non siamo degni del servizio pubblico no. Ma poi perché? Perché non vi applaudiamo? Volete l’applauso? In questo studio gli applausi non ci sono”.

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Tizzoni: “Non vado dove mi attribuiscono pensieri che non ho mai avuto”

“Il suo collega Infante – ha affermato Gian Luigi Tizzoni a La vita in diretta rivolgendosi al conduttore Alberto Matano – ha detto che io faccio le interviste solo con le poltrone comode, qua sono in piedi e vado nelle trasmissioni dove mi sento di poter andare. Non vado dove mi si mettono in bocca frasi che non ho mai detto, dei pensieri che non ho mai avuto e dei poteri che non ho, tipo quello di bloccare le trasmissioni televisive”.

“Pronti ad agire contro gli youtuber che diffamano”

“C’è questo atteggiamento di sentirsi prevaricati, in qualche modo buttati anche al pubblico ludibrio da parte di youtuber e di soggetti che magari non hanno una competenza neanche generica sugli argomenti, gente che fino al giorno prima si occupava di altro – ha poi dichiarato Tizzoni -. Senza nessun filtro, senza confrontarsi con nessuno e neanche con i documenti e le sentenze. Tutto ciò, invece, andrebbe fatto rispettando innanzitutto la memoria di Chiara, dei suoi genitori e di tutti i protagonisti di questa vicenda e non andando a diffamare”.

“Il problema vero – ha aggiunto il legale – è che è molto difficile agire nei confronti di questi soggetti: c’è chi vive all’estero, chi si ripara dietro uno pseudonimo, ma soprattutto non c’è un editore che deve fare da garante. Se qualche giornalista della Rai dovesse commettere un reato di diffamazione, alla lunga la Rai ne deve rispondere, qui invece abbiamo a che fare con un limbo strano nel quale nessuno risponde e la gente serenamente passa ore davanti a un telefonino a insultare o a diffamare. Questo è un fenomeno grave, che, secondo me, andrà arginato. Stiamo portando avanti delle iniziative e stiamo aspettando fiduciosi che la procura di Milano risponda positivamente alle nostre denunce”.

Immagine in pagina: Gian Luigi Tizzoni a La vita in diretta (stopframe RaiPlay)

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