La nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, condotta dalla procura di Pavia e che vede indagato per concorso in omicidio Andrea Sempio, si avvicina alle sue fasi conclusive. In attesa di conoscere quelli che sono gli elementi in mano agli investigatori, si susseguono quotidianamente ipotesi e indiscrezioni, le quali sostengono le tesi più disparate. A prendere posizione netta su quanto sta avvenendo, in un video pubblicato sul proprio profilo X nel quale interagisce con il direttore di Gente Umberto Brindani, è stato il giornalista Giuseppe Brindisi.
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Brindisi: “C’è chi rema contro, l’obiettivo è boicottare l’inchiesta”
“Si dice che la perizia Albani non valga nulla, ma non è così – ha detto Brindisi -. Nel momento in cui si dovesse eventualmente andare a processo, quella perizia verrebbe cristallizzata come prova. Quel dna, malgrado tutti i suoi limiti, non è degradato, come ancora si sente dire da qualcuno. Non è consolidato, per gli errori fatti allora, ma è comparabile ed è stato comparato”.
“Ci sono personaggi che cercano in tutti i modi di entrare in questa storia e che stanno facendo del male all’inchiesta – ha poi affondato il colpo Brindisi -. Molto probabilmente l’obiettivo principale è quello di boicottarla. C’è chi rema contro questa inchiesta, visto che è arrivata ad un punto in cui può arrivare alla verità. E siccome la verità può far male, c’è un tentativo di delegittimazione nei confronti di Napoleone e dei suoi investigatori. Su questo bisogna spendere parole chiare, affinché si sappia cosa sta succendo al di là delle suggestioni”.
Davide Lanzillo
Immagine in pagina: Giuseppe Brindisi (stopframe video X)

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