Vittorio Fineschi (stopframe Mediaset Infinity)

Il caso Garlasco, anche in questo periodo di vacanze, continua a tenere banco. A più di dieci giorni dal termine dell’incidente probatorio nella nuova inchiesta che vede indagato per concorso in omicidio Andrea Sempio, sono ancora molti i punti da chiarire. A partire da quello, come sostenuto dal professor Vittorio Fineschi, ordinario di medicina legale all’Università La Sapienza di Roma, relativo all’epoca della morte di Chiara Poggi, fissata nella sentenza di Cassazione che ha portato nel 2015 alla condanna di Alberto Stasi nella fascia oraria tra le 9.12 e le 9.35 del 13 agosto 2007.

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Fineschi: “Non abbiamo l’epoca della morte e neanche il mezzo che l’ha causata”

“Il caso Garlasco, dal punto di vista medico-legale, è ancora tutto da riscrivere – ha affermato il professor Vittorio Fineschi nella puntata di Zona Bianca andata in onda nella serata di domenica 28 dicembre -. Al di là delle polemiche, che servono sempre in un caso in cui non ci può essere un’unica strada da seguire, il dato importante è questo: non abbiamo l’epoca di morte, così come non sappiamo il mezzo. Non possiamo sapere se c’era un’unica persona o se ce ne fossero due, così come non possiamo dire se c’è un unico mezzo o se fossero due, conseguentemente non possiamo neanche restringere. Non lo facevano neanche le perizie. Allo stesso tempo – ha sottolineato – non possiamo sostenere che quell’epoca di morte vada catalogata in pochi minuti, dato che non abbiamo gli strumenti per farlo”.

Immagine in pagina: il professor Vittorio Fineschi a Zona Bianca (stopframe Mediaset Infinity)

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