Una nuova impronta insanguinata, ritrovata proprio in cima alle scale su cui è stato poi ritrovato il corpo di Chiara Poggi e compatibile con la nota traccia 33, l’impronta palmare lasciata sul muro che, per gli inquirenti, sarebbe compatibile con quella di Andrea Sempio per quindici minuzie. Questa la novità nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco riportata in anteprima dal Tg1 nella serata di ieri, domenica 21 dicembre. Nella nuova ricostruzione dell’omicidio, secondo la procura, l’assassino avrebbe inizialmente aggredito Chiara Poggi nella saletta al piano terra per poi finirla lungo le scale. A quel punto l’aggressore avrebbe risalito i gradini per guardare il corpo della vittima dall’alto: nel compiere quest’azione, si sarebbe sporto appoggiandosi al muro senza mettere i piedi sui gradini inferiori.
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Orario del delitto, la novità che potrebbe scagionare Alberto Stasi
Ci sarebbe, secondo quanto anticipato sempre dal Tg1, anche un altro elemento di novità, passato, almeno per il momento, più sottotraccia ma che potrebbe avere un ruolo fondamentale nell’inchiesta: quello relativo all’orario del delitto. La perizia condotta dall’anatomopatologa Cristina Catteneo, che deve essere ancora depositata, sposterebbe infatti le lancette dell’orologio in avanti rispetto a quanto stabilito dalla Cassazione nella sentenza di condanna del 2015 a carico di Alberto Stasi, secondo cui l’omicidio si sarebbe consumato tra le 9.12 e le 9.35 del 13 agosto 2007. Tale spostamento avrebbe un impatto decisivo sulle effettive responsabilità dell’allora fidanzato della vittima: Stasi, infatti, per i momenti successivi ha un alibi, dato che, come verificato, era impegnato a lavorare alla tesi di laurea.
Davide Lanzillo
Immagine in pagina: Alberto Stasi intervistato da Le Iene (stopframe video Mediaset Infinity)

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