Nelle numerose trasmissioni che, quotidianamente, si occupano della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, che vede indagato per concorso in omicidio Andrea Sempio, sta trovando nelle ultime settimane sempre più spazio Anna Vagli, criminologa forense e giornalista. Una presenza, la sua, non certo passata inosservata: i suoi interventi, infatti, divengono costantemente oggetto di scontro sui social, tra chi ne apprezza i contenuti e chi, al contrario, la critica, talvolta aspramente. Sulle sue posizioni, in questa sede, non vogliamo esprimerci: ciascuno (legittimamente) ha le proprie convinzioni ed ha il pieno diritto di portare avanti le proprie idee. L’aspetto su cui vogliamo soffermarci, semmai, è un altro: è davvero il caso che Anna Vagli, in questo momento, presenzi così costantemente sui dibattiti relativi al delitto di Garlasco? A nostro avviso no. E vi spieghiamo perché.
La querela di Alberto Stasi ad Anna Vagli
Come in molti sapranno già (la notizia si è diffusa nella scorsa settimana), Anna Vagli è stata querelata per diffamazione da Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi a sedici anni di carcere nel 2015. Sotto accusa, in particolare, vi sarebbe un articolo firmato dalla criminologa e giornalista risalente al 2022 intitolato “Perché Alberto Stasi è l’assassino di Chiara Poggi al di là di ogni ragionevole dubbio”. Nel pezzo Anna Vagli avrebbe individuato come possibile movente del delitto la scoperta da parte di Chiara di materiale pedopornografico nel computer del suo allora fidanzato. Scoperta che avrebbe portato ad una lite culminata poi nel feroce omicidio.
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Stasi, nel 2014, fu tuttavia assolto dalla Cassazione dall’accusa di detenzione di materiale pedopornografico: nel suo pc, infatti, fu accertata la presenza soltanto di materiale pornografico adulto, pienamente consentito dalla legge. Il contenuto dell’articolo firmato da Anna Vagli, di conseguenza, va contro quanto stabilito dalla giustizia.
Un giudizio (anche inconsciamente) “viziato”
Tutto ciò, almeno ad avviso di chi scrive, rende quanto meno discutibile la presenza della criminologa nei vari salotti televisivi dedicati al delitto di Chiara Poggi. Le diatribe legali in corso, malgrado la sicura buona fede della Vagli, possono infatti renderne in qualche modo “viziate” (anche inconsciamente; oppure essere lette come tali) le sue opinioni, siano esse condivisibili o meno. Motivo per qui, in questo momento, sarebbe probabilmente opportuna una sua minor mediaticità sul caso Garlasco.
Davide Lanzillo
Immagine in pagina: Anna Vagli in collegamento a Mattino 5 (stopframe video Mediaset Infinity)
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