Chiara Poggi

L’annuncio, Dario Radaelli, consulente dei Poggi, lo aveva fatto in diretta tv a Quarto Grado: la famiglia della vittima, nel mezzo della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco che vede indagato per concorso in omicidio Andrea Sempio, sottoporrà ad accertamenti scientifici alcuni oggetti indossati da Chiara la mattina del 13 agosto 2007, quando venne uccisa all’interno della villetta di via Pascoli Ad essere analizzati, nel dettaglio, saranno due orecchini, una catenina con il ciondolo di un dente di squalo, un orologio, una cavigliera ed alcuni braccialetti. Oggetti mai sottoposti ad esami approfonditi per rilevare eventuali tracce genetiche.

Radaelli: “Famiglia Poggi aperta ad eventuali novità, ma l’unico dato nuovo porta a Stasi”

“Sono oggetti restituiti ai Poggi nel 2010 arrivati in perfetto stato di conservazione dall’Istituto di Medicina Legale di Pavia sui quali possiamo lavorare adesso – afferma Dario Radaelli come riporta Agi -. Del resto abbiamo sempre manifestato uno spirito collaborativo e avremmo voluto metterci a disposizione di chi sta svolgendo le indagini ma non è stato possibile e siamo sempre rimasti ai margini. Se dovesse essere trovata una prova regina a carico di Sempio saremmo i primi a riconoscerlo, ma, al momento, l’unico dato nuovo che è emerso è la traccia sulla cannuccia dell’Estathé di Alberto Stasi. La famiglia Poggi, a differenza di com’è stata spesso descritta, è aperta a eventuali novità che però non ci sono”.

Perché le analisi sugli oggetti indossati da Chiara potrebbero non avere valore probatorio

Dal punto di vista probatorio, tuttavia, difficilmente le analisi su tali oggetti potranno avere risvolti decisivi. Innanzitutto perché, ormai da anni, non sono più sotto sequestro e sono stati restituiti alla famiglia Poggi, aumentando, anche nel caso siano stati conservati con estrema cura, il rischio di contaminazioni, e poi, nel caso del rinvenimento di tracce genetiche riconducibili ad Alberto Stasi, queste potrebbero essere facilmente spiegate dalla relazione che univa il giovane alla vittima. Discorso diverso, invece, se dovessero venire ritrovate tracce di Andrea Sempio: in quel caso, per la difesa del nuovo indagato, sarebbe difficile giustificarne la presenza, aggravando il quadro indiziario nei confronti del 37enne.

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