Il caso di Mario Roggero, il 72enne condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso, il 28 aprile 2021, due rapinatori ferendone un terzo dopo l’assalto alla sua gioielleria, continua a far discutere. Fra chi ne chiede la grazia e chi invece sostiene che la condanna sia stata giusta, in molti si chiedono quanta pena l’uomo dovrà effettivamente scontare. A fare chiarezza, intervistato dal Messaggero, è stato Paolo Nesta, ex presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma.
“Il sig. Roggero – ha spiegato il legale – non potrà ottenere eventualmente la detenzione domiciliare se non avrà scontato in carcere almeno dieci anni, in quanto per poterla ottenere il residuo pena da scontare non deve superare i quattro anni. Potrebbe ottenerla prima della scadenza dei dieci anni qualora fosse provata o la grave infermità fisica, che non può essere curata in carcere, oppure per grave infermità psichica sopravvenuta, oppure per sopravvenuta inabilità totale o parziale”.
“Scontata in carcere la metà della pena – ha poi aggiunto – potrebbe essere posto in regime di semilibertà, che prevede uscire di giorno per lavorare, studiare o per svolgere attività utile al reinserimento, con l’obbligo però di tornare a dormire di notte in carcere. Dopo sette anni potrebbe essere ammesso al regime di semilibertà. Quanto sconto di pena può ottenere con la liberazione anticipata? Tre anni, cinque mesi e quindici giorni, ossia 15 gg ogni sei mesi sempre che si comporti in modo esemplare”.

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