“Le minacce non mi fermeranno, continuerò a raccontare il caso Garlasco”. Queste le parole a Filorosso di Rita Cavallaro, giornalista che, nelle scorse settimane, ha subito via social pesantissime intimidazioni. “Hai davvero passato il segno, Cavallona di merda. Sta’ molto attenta quando esci di casa, non sai mai cosa potrebbe arrivarti in faccia”, “Ti facciamo conficcare un proiettile nella spina dorsale e sfregiare con l’acido muriatico. Devi pagarla, vacca di merda”: questi sono solo alcuni dei messaggi a lei indirizzati su X.
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Cavallaro: “Qualcuno vuole delegittimare procura, avvocati e chi lavora sul campo”
“Ho trattato casi di mafia e ‘ndrangheta senza mai ricevere minacce di questo tipo, che mi sono invece arrivate per il caso Garlasco”, ha detto Rita Cavallaro. “La sensazione è che dietro ci sia molto di più: un sistema che da un anno e mezzo cerca di delegittimare la procura, i carabinieri, gli avvocati e chi lavora sul campo, come noi giornalisti. Un tentativo di zittirci? Noi ovviamente non taceremo e continueremo a raccontare quella che considero la peggiore inchiesta condotta in Italia. Per mesi sono andati avanti con denigrazioni, attacchi social, diffamazioni e persino body shaming. Con me non ha funzionato: sono un muro di gomma e le cose mi rimbalzano addosso. Se fossi stata una persona fragile, per quello che ho subito, forse mi sarei chiusa nel silenzio e non avrei più parlato di Garlasco. Visto che non ci sono riusciti, sono passati alle minacce”.
Davide Lanzillo
Immagine in pagina: Rita Cavallaro a Filorosso (stopframe RaiPlay)

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