La relazione dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe spostare in avanti l’orario del delitto di Chiara Poggi, avvenuto, secondo le sentenze, tra le 9.12 e le 9.35 del 13 agosto 2007. Uno slittamento che, se confermato, toglierebbe dalla scena del crimine Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio nel 2015 a sedici anni di carcere. L’allora fidanzato della vittima per i momenti successivi ha infatti un alibi: come emerso dalle perizie informatiche, a partire dalle 9.35 era a casa al pc, sul quale, dopo aver visionato alcune immagini pornografiche, ha lavorato attivamente alla tesi di laurea.
E proprio l’orario della morte è stato uno dei principali argomenti della puntata andata in onda venerdì 20 febbraio di Quarto Grado, che al tema, considerato fondamentale, ha dedicato ampio spazio. Tra i vari interventi c’è stato anche quello della criminologa Roberta Bruzzone, la quale ha sostenuto che è impossibile ricostruire l’ora del decesso in modo certo in quanto mancherebbero alcuni dati cruciali, come quelli relativi alla temperatura corporea al momento del ritrovamento ed alla temperatura ambientale, oltre a quello relativo al peso del corpo. Peccato, però, che le cose non stiano così.
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Temperatura corporea e ambientale, cosa dice la perizia
Come è possibile leggere nella perizia medico-legale firmata dai dottori Fabrizio Bison, Carlo Robino e Lorenzo Varetto, il dottor Ballardini, che fu incaricato di stilare la relazione di consulenza tecnica sulle cause della morte di Chiara Poggi, indicò infatti sia la temperatura corporea, pari, alle ore 17, a 33,1°C, sia quella ambientale, pari a 23°C.
Per quanto riguarda il peso del corpo, questo, in mancanza di una bilancia in sede autoptica, non fu effettivamente preso e venne soltanto stimato: “Il giudizio del peso corporeo di Chiara Poggi – si legge nella relazione Bison-Robino-Varetto – era con ogni probabilità non superiore ai 50 kg. Il giudizio deriva non solo dalle dichiarazioni dei genitori, ma soprattutto dal fatto che le informazioni fornite sono del tutto coerenti con i dati antropometrici disponibili (lunghezza del cadavere, taglia degli indumenti, complessione somatica generale). Per serietà scientifica possiamo ammettere un margine di errore, in eccesso o in difetto, di cinque chilogrammi (e quindi considerare un peso tra 45 e 55 kg circa)”.
Per quanto riguarda il rilievo della temperatura corporea, avvenuto in via rettale, la relazione Bison-Robino-Varetto sottolinea che “la letteratura scientifica è unanimemente concorde nel descrivere una prima fase di decremento termico del cadavere della durata di circa 3-4 ore, in cui la temperatura rettale cala di 0,5°C all’ora, seguita da una seconda fase di decremento più rapida (della durata di 6-12 ore) in cui la temperatura scende di 1°C all’ora. Applicando tali nozioni al caso concreto (33,1°C alle 17) ed ipotizzando una temperatura corporea ante mortem di 37°C, si otterrebbe un’epoca del decesso risalente a circa 5 ore e mezza/6 ore prima del sopralluogo, ovvero intorno alle 11-11.30”.
L’orario della morte, inizialmente, fu effettivamente collocato nella fascia 10.30-12 con una maggior centratura proprio tra le 11 e le 11.30, salvo poi essere anticipato anche sulla base di altri elementi, come, ad esempio, la mancata risposta da parte di Chiara alle telefonate ricevute da Alberto Stasi e la mancata apertura delle finestre dell’abitazione.
Davide Lanzillo
Immagine in pagina: Roberta Bruzzone a Quarto Grado (stopframe Mediaset Infinity)

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