Nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, che vede indagato per concorso in omicidio Andrea Sempio, ha creato qualche perplessità, almeno in qualcuno, il comportamento tenuto dalla famiglia Poggi, che, a più riprese, si è dichiarata convinta della colpevolezza di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva nel 2015. Sul tema, sul canale Youtube Gianca Net, è intervenuto Francesco Compagna, avvocato di Marco Poggi.
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Compagna: “Al risultato del processo si è arrivati grazie a noi”
“Io non devo difendere Marco Poggi, io devo cercare di difendere la verità rispetto a tentativi di falsificazione – ha dichiarato Compagna -. Se tu avessi perso una figlia, la tua volontà sarebbe quella di capire chi è l’assassino e di fare in modo che subisca la pena che lo Stato gli vorrà dare. Proveresti fastidio laddove la persona che tu ritieni l’assassino e che poi è stata condannata per questo si mette ad accusare altre persone: questo significa difendere la famiglia Poggi. Il paradosso è che in questo strano meccanismo mediatico conterebbe più l’ipotesi investigativa della nuova indagine piuttosto che un giusto processo che è passato anche dalle verifiche della Cassazione”.
“Al risultato del primo processo – ha aggiunto – si è arrivati grazie a noi: lo scambio dei pedali lo abbiamo scoperto noi. Chi ritiene che Stasi sia innocente fatica a capire la nostra posizione e ci accusa di malafede, c’è questa strana visione che chi ha perso una figlia o una sorella dovrebbe stare tranquillo al suo posto: noi abbiamo avuto un maresciallo dei carabinieri che ha reso una falsa testimonianza, abbiamo dovuto andare noi a scoprire la verità, anche contro tentativi di inquinamento, e dovremo fidarci non di noi stessi e di quello che abbiamo visto con i nostri occhi ma di quello che ci dice qualcun altro?”.
“La famiglia Poggi sa benissimo che tra Andrea Sempio e Chiara non c’era alcun rapporto – ha infine sottolineato Compagna -. Se qualcuno dall’esterno dice delle cose che a te suonano come scioccheze, tu mi rispondi ‘se permetti, tu sarai un bravo un carabiniere, sarai un bravo pubblico ministero, sarai un bravo avvocato, ma come stanno le cose a casa mia forse lo so un po’ più io di te”.
Immagine in pagina: Francesco Compagna (stopframe Mediaset Infinity)

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