Matteo Fabbri

Il caso Garlasco, da quando, nel marzo 2025, è diventata pubblica la nuova inchiesta che vede indagato per concorso in omicidio Andrea Sempio, è tornato prepotentemente alla ribalta mediatica. Le indagini della procura di Pavia, che rimangono top secret, sono ancora in corso e, in particolare, si è in attesa di conoscere gli esiti sia della Bpa eseguita dai Ris di Cagliari sia del lavoro svolto dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, incaricata, attraverso l’analisi del corpo di Chiara Poggi, di ricostruire circostanze, modalità e tempistiche del delitto. Tanti, malgrado la condanna definitiva di Alberto Stasi nel 2015, i punti interrogativi rimasti aperti nel corso di tutti questi anni, a partire da quello dell’arma utilizzata per l’omicidio.

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Si è ipotizzato che Chiara Poggi possa essere stata aggredita con un martello, ma la diversità delle caratteristiche delle lesioni presenti sul suo corpo ha aperto la strada anche alla tesi dell’utilizzo di due strumenti diversi, lasciando immaginare, di conseguenza, che sulla scena del crimine potessero essere presenti più persone. Sul punto, nel corso della puntata di Quarta Repubblica andata in onda su Rete 4 lunedì 3 febbraio, è intervenuto il genetista Matteo Fabbri, collaboratore del professor Avato durante i processi a carico di Alberto Stasi.

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Fabbri: “Le lesioni sul corpo di Chiara presentano caratteristiche diverse tra loro”

“Le lesioni sul corpo di Chiara Poggi hanno caratteristiche diverse – ha spiegato Matteo Fabbri -. Quelle al capo posteriore, che hanno sfondato la teca cranica determinando anche la fuoruscita di encefalo, sono state inflitte con un mezzo potente con una superficie battente importante, come può essere ad esempio un martello. Quelle alle arcate zigomatiche, invece, non presentano contusioni e sono quasi simili ad un taglio. Tenendo conto di queste diversità, ed in modo particolare anche della lesione alla tempia di forma circolare, è più probabile ipotizzare armi con caratteristiche diverse piuttosto che un’unica arma in cui queste diverse caratteristiche sono racchiuse insieme”.

Davide Lanzillo

Immagine in pagina: il genetista Matteo Fabbri a Quarta Repubblica (stopframe Mediaset Infinity)

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