Umberto Brindani (stopframe Mediaset Infinity)

Umberto Brindani, nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco che vede indagato per concorso in omicidio Andrea Sempio, torna a pungere la parte civile. Così come accaduto già nelle scorse settimane, il direttore di Gente si è nuovamente interrogato sull’atteggiamento tenuto dai consulenti della famiglia Poggi, rei, a suo dire, di essere più preoccupati di mettere sulla scena del crimine Alberto Stasi – condannato in via definitiva nel 2015 – piuttosto che avere a cuore la ricerca della verità.

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Brindani: “La parte civile dovrebbe avere a cuore la ricerca della verità”

“Se c’è una cosa legittima in tutto questo – ha dichiarato Brindani nella puntata di Mattino 5 andata in onda lunedì 2 febbraio – è la richiesta di incidente probatorio, poi respinta, da parte della difesa di Sempio: loro, infatti, possono fare indagini difensive. Si capisce meno, invece, l’atteggiamento della parte civile, che continua a sfornare consulenze. Ci sono anche consulenze gratuite offerte da altri personaggi (il riferimento è alla consulenza annunciata dalla criminologa Roberta Bruzzone, ndr): il tentativo mi sembra che sia non tanto quello di riprocessare Stasi, che sappiamo non essere possibile, ma di metterlo sulla scena del delitto per togliere in questo modo Sempio. La parte civile, a mio modesto avviso, dovrebbero avere innanzitutto a cuore la ricerca della verità e quindi affidarsi e attendere quelli che saranno i risultati dell’inchiesta della procura di Pavia”.

“Noi – ha aggiunto – da settimane assistiamo a questo sconcio esame di quei quindici secondi del computer di Stasi durante i quali Chiara avrebbe visto le immagini della cartella ‘militare’ che avrebbero costituito un movente per il litigio e poi per il delitto: ma di cosa stiamo parlando? Chiara non avrebbe fatto in tempo a vedere nulla e successivamente avrebbe scaricato foto di cuccioli e aiutato Alberto a lavorare sulla tesi. Ci siamo trovati, nei giorni scorsi, a pensare che la visione di un’immagine pornografica o semipornografica possa aver scatenato l’omicidio: questa è ipocrisia”.

Davide Lanzillo

Immagine in pagina: Umberto Brindani a Mattino 5 (stopframe Mediaset Infinity)

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