Il 2026, in un senso o nell’altro, porterà necessariamente novità nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, che vede indagato per concorso in omicidio con ignoti o con Alberto Stasi (già condannato in via definitiva nel 2015 a sedici anni di carcere) Andrea Sempio. Lo scorso 18 dicembre si è chiuso l’incidente probatorio, all’interno del quale è stata cristallizzata la questione relativa al dna ritrovato sulle unghie di Chiara Poggi che, per la genetista Denise Albani, è compatibile con la linea patrilineare dell’indagato, ma numerosi rimangono i punti da chiarire.
Attesa, infatti, per conoscere gli esiti sia della Bpa eseguita dai Ris di Cagliari che del lavoro dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, incaricata, attraverso l’analisi del corpo di Chiara Poggi, di ricostruire circostanze, modalità e tempistiche del delitto. Senza dimenticare, ovviamente, le cosiddette indagini tradizionali, sulle quali la procura di Pavia mantiene il massimo riserbo.
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Enrico Manieri: “Più persone sulla scena del delitto. E sulla cornetta del telefono…”
Una serie di elementi che – e qui il condizionale è d’obbligo – potrebbero riscrivere la storia relativa al delitto di Garlasco. Da più parti, nelle ultime settimane, si è ipotizzato il coinvolgimento sulla scena del crimine di più persone. Di questo sembra essere sicuro anche Enrico Manieri, consulente tecnico balistico che ha esaminato le tracce ematiche presenti sul telefono di casa Poggi.
“Abbiamo le evidenze di almeno due persone diverse – ha spiegato Manieri nel corso della puntata di Zona Bianca andata in onda nella serata di domenica 4 gennaio -, quello che calzava le scarpe Frau numero 42 e quello che calzava delle scarpe diverse. Per quanto riguarda il telefono, la mia conclusione è che la cornetta non fosse nella propria sede, ma collocata lateralmente. A spostarla non può essere stata Chiara, che, avendo le mani sporche di sangue, avrebbe lasciato dei segni. La cornetta, quindi, o è stata sollevata volontariamente e appoggiata di lato, dato che a sinistra c’è una zona che non presenta gocce di sangue, oppure l’assassino, nel trascinare il corpo, ha urtato fisicamente il mobiletto”. Un aspetto che gli inquirenti, stavolta, cercheranno di chiarire una volta per tutte.
Immagine in pagina: Enrico Manieri nel servizio realizzato da Zona Bianca (stopframe video Mediaset Infinity)

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