Lovati e de Rensis a Filorosso

In attesa della chiusura delle indagini preliminari nell’inchiesta a carico di Andrea Sempio, prevista per il prossimo 28 settembre, il caso Garlasco continua a far discutere. A occuparsene, come di consueto, è stata anche la trasmissione Filorosso, in onda ogni lunedì sera su Rai 3. Tra gli ospiti dei conduttori Antonino Monteleone e Adele Grossi, nell’ultima puntata, ci sono stati gli avvocati Antonio De Rensis (legale di Alberto Stasi) e Massimo Lovati (ex difensore di Sempio), protagonisti di un acceso botta e risposta.

Lovati: “Con la scelta del rito abbreviato le indagini vanno accettate così come sono”

Commentando le indagini del 2007, Lovati si è soffermato sulla scelta degli allora difensori di Stasi di optare per il rito abbreviato. “La giustizia processuale che stiamo vivendo e osservando è figlia di una riforma scellerata del 1989, che ha introdotto il processo accusatorio invece che quello inquisitorio, e ha introdotto riti alternativi, tipo l’abbreviato, che ha governato questo caso, che è un processo allo stato degli atti”, ha detto Lovati. “Il giudizio abbreviato, quando uno lo sceglie, comporta in caso di condanna la riduzione di un terzo della pena, che è tanto. Quindi non si può criticare l’indagine, è dentro una scatola che tu apri e devi accettare per come è”.

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La risposta di De Rensis: “Gli errori delle indagini non c’entrano niente con la scelta del giudizio abbreviato”

Parole alle quali De Rensis ha prontamente risposto: “Caro Massimo, la scelta del giudizio abbreviato non prevede la cancellazione dell’alibi. Quando si è iniziato il processo, l’alibi non c’era, che è poi arrivato con un miracolo terreno grazie a Vitelli, Porta e Occhetti. In quel giudizio abbreviato che tu tanto stigmatizzi, la pubblica accusa ha retrodatato l’orario della morte. Qui il problema non è la scelta processuale, che non posso e non voglio commentare, ma non c’entra un fico secco la scelta del giudizio abbreviato con delle indagini orribili, le peggiori della storia giudiziaria. Non sono stati repertati dei capelli nel lavandino, non si è analizzato il comportamento di tanti altri: si è andati in maniera unilaterale nei confronti di Alberto Stasi. Questo, con il giudizio abbreviato, non credo c’entri granché”.

Davide Lanzillo

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