Antonio De Rensis

Una svolta clamorosa, quella avvenuta nelle ultime ore sul caso Garlasco. La procura di Pavia ha infatti convocato mercoledì 6 maggio per un interrogatorio Andrea Sempio, per il quale il capo di incolpazione è passato da concorso in omicidio a omicidio volontario. Per gli inquirenti, infatti, Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi da solo “a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”. A commentare gli ultimi sviluppi, mandando qualche stoccata, è intervenuto nel corso della puntata di Storie Italiane di giovedì 30 aprile Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi.

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De Rensis: “Abbiamo solo un obiettivo: tirare fuori dal carcere un innocente”

“Voglio fare una precisazione, rivolta a qualcuno che sta operando anche questa mattina in maniera incomprensibile – ha detto De Rensis -: la difesa di Stasi ha un solo obiettivo, quello di tirare fuori dal carcere un innocente, non mandare in galera altre persone. Quello è compito della procura. Chi si concentra in questo momento sul numero dei possibili partecipanti al fatto omicidiario non ha compreso che a noi interessa soltanto affermare che Alberto Stasi è innocente. Stiamo arrivando ad un momento molto importante di questa vicenda, bisogna avere tanta prudenza e bisogna aspettare le carte. Chissà se non scopriremo altre cose interessanti, ma quel che è certo è che la procura risulta avere le idee molto chiare. La difesa di Stasi, ribadisco, si concentra solo su quello che le compete: far assolvere Alberto e farlo proclamare finalmente totalmente estraneo a questo drammatico fatto”.

“Le indagini tradizionali credo che saranno un elemento molto importante di questa inchiesta molto approfondita – ha proseguito -. Un’indagine combattuta ferocemente da qualcuno fin dai primi momenti e che qualcuno ha cercato di delegittimare con favole e storie prive di fondamento, sulle quali chissà che non possano comparire poi in un futuro sviluppi interessanti. Chi indaga ha lavorato per più di un anno come si deve lavorare, senza escludere nulla ma cercando di analizzare tutto ciò che si poteva analizzare, a differenza di quanto è accaduto, in buona fede, nel 2007”.

“Io – ha aggiunto – sento ancora tanta protervia da parte di qualcuno quando parla delle indagini dell’epoca, quando invece, forse, servirebbe un po’ più di umiltà. Perché è vero che si può sbagliare, e qui di sbagli ce ne sono stati tanti, ma se uno li ammette forse vengono compresi, accettati mai. Se uno non li ammette, bisogna farsi qualche domanda in più”.

Davide Lanzillo

Immagine in pagina: Antonio De Rensis a Ore 14 Sera (stopframe RaiPlay)

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