Chiara Poggi

Uno squallido, triste teatrino. Questo è ciò che ruota attorno alla nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, aperta ad inizio dello scorso anno dalla procura di Pavia sotto la guida del procuratore Fabio Napoleone e che vede indagato per concorso in omicidio Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi. Perché il confronto, ormai, si è trasformato in scontro, non solo tra le persone comuni che, quotidianamente, commentano sviluppi e dibattiti sui social, ma anche tra professionisti di ogni settore. Una vera e propria escalation, che aumenta la sua portata di giorno in giorno.

Il caso degli audio

Ultimo caso, emblematico, è quello relativo all’esposto presentato dalla giornalista Chiara Ingrosso, al cui interno sarebbero contenuti audio che vedono per protagonisti l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, e Alessandro De Giuseppe, inviato de Le Iene. Una vicenda che, in un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano nella giornata di oggi, martedì 28 aprile, è stata ricostruita da Selvaggia Lucarelli e che, da settimane, era stata anticipata dalla criminologa Roberta Bruzzone, a sua volta al centro di uno scontro con il conduttore di Farwest (trasmissione di RaiTre per la quale Chiara Ingrosso ha lavorato fino a poche settimane fa) Salvo Sottile.

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La vera notizia: l’incontro tra il procuratore di Pavia Francesco Napoleone e la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni

Una querelle, quella degli audio, che sta paradossalmente facendo passare in secondo piano un fatto di portata ben più rilevante: l’incontro, avvenuto lo scorso venerdì, tra il procuratore di Pavia Fabio Napoleone e la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni. Al centro del “summit” uno scenario che sarebbe clamoroso: la potenziale revisione per Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015 a sedici anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi. Una notizia di portata enorme, perché a chiedere la revisione non sarebbe più, come avvenuto in passato, la difesa di Stasi, ma la stessa procura, che riterrebbe quella condanna passata in giudicato errata.

Eppure, il confronto tra “bande” non si è placato neanche di fronte a questo cruciale sviluppo, anzi: i sostenitori della colpevolezza di Stasi, infatti, stanno in qualche modo alzando ulteriormente i toni dello scontro, non prendendo neanche minimamente in considerazione che la sentenza emessa nei confronti di Stasi possa essere errata. Ciascuno, è bene ribadirlo, ha pieno diritto ad avere una propria idea e la propria opinione – e nessuno, né da una parte né dall’altra, può pretendere di avere in tasca la verità -, quello che lascia perplessi, tuttavia, è che venga completamente ignorato il lavoro di un procuratore dall’imponente curriculum come quello di Napoleone, il quale – lasciatecelo dire – meriterebbe almeno di godere del beneficio del dubbio.

Davide Lanzillo

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