La richiesta di incidente probatorio sui computer di Alberto Stasi e Chiara Poggi presentata dalla difesa di Andrea Sempio, costituita dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, continua a far discutere. Difficile, infatti, che tale richiesta possa essere accolta, trattandosi di un accertamento ripetibile: più probabile, di conseguenza, che del contenuto dei due pc si dibatta in un eventuale processo (sembra ormai certo, infatti, che la procura chiederà al termine delle indagini il rinvio a giudizio; a quel punto il gup, nell’udienza preliminare, valuterà se emettere una sentenza di non luogo a procedere o emettere il decreto che dispone il giudizio).
Di questo sembra essere convinto anche Massimo Lovati, ex legale di Andrea Sempio, che, dopo essersi pronunciato già nei giorni scorsi sottolineando l’errore – a suo dire in buonafede – dell’indagato di consegnare l’ormai celebre scontrino del parcheggio di Vigevano, è tornato a parlare nella puntata di Mattino 5 andata in onda giovedì 29 gennaio.
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Lovati: “La richiesta di incidente probatorio non sarà ammessa”
“Come ho già riferito, si tratta di un’inversione dell’onere della prova che io non condivido – ha commentato Massimo Lovati -. Ogni cosa deve essere dimostrata dall’accusa, non dalla difesa: la difesa deve soltanto difendersi. L’incidente probatorio, secondo me, non sarà ammesso: la richiesta sarà respinta. Si tratta di un accertamento tecnico ripetibilissimo, che consiste in una semplice visione dei computer: non serve chissà quanto tempo per vedere. Per me questa richiesta è un bluff. I summit del pool difensivo di Sempio? Non li condivido, l’avvocato deve essere solo”.
Immagine in pagina: Massimo Lovati in collegamento a Mattino 5 (stopframe Mediaset Infinity)

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