La consulenza informatica presentata dalla parte civile, secondo cui Chiara Poggi, la sera prima di essere uccisa, avrebbe visto i file pornografici contenuti all’interno del pc di Alberto Stasi, ha subito acceso un vivace dibattito. Se per i rappresentanti della famiglia della vittima questo costituirebbe il possibile movente (rimasto ignoto nella sentenza di Cassazione che ha portato alla condanna a 16 anni di carcere l’ex studente della Bocconi) del delitto, diverso è il pensiero di altri.
Due, in particolare, i punti che vengono contestati: il periodo di tempo estremamente ridotto nel quale Chiara si sarebbe soffermata su quei contenuti (appena diciotto secondi) e la già nota conoscenza da parte della ragazza (testimoniata da alcuni scambi di messaggi e mail tra i due) della fruizione da parte del fidanzato di materiale pornografico, incompatibile con una sua accesa reazione che avrebbe poi dato vita ad un violento litigio. Su questi aspetti, nel corso della puntata di Quarto Grado andata in onda nella serata di venerdì 16 gennaio, si è soffermato il giornalista Giuseppe Brindisi.
Leggi anche: Garlasco, perché il dna di Stasi sull’estathé non significa nulla
Brindisi: “Non c’è alcuno scandalo”
“Chiara accederebbe alla cartella ‘Militare’ e ci rimane diciotto secondi – ha commentato Brindisi -. Se io Chiara vedo qualcosa che mi colpisce apro: invece non apro nessun file, se non forse una foto. Tutti gli altri rimangono lì, sulla schermata, che magari potrebbe essere soltanto un elenco e non la preview. Che cosa fa Chiara? Alle 22 e diciotto secondi passa ad altro: va a vedere la cartella ‘Londra’, scarica, copia, va a vedere la cartella ‘Animali’ e non è che alla cartella ‘Militare’ ci ritorna quando torna Alberto per chiedergli chiarimenti, ma passa la serata mettendosi a lavorare sulla tesi di Stasi. Ammesso che le cose siano andate così, a me sembra che Chiara, nel caso in cui abbia visto quei file, abbia pensato ‘Vabbè queste sono le solite cose di Alberto, andiamo avanti’. Io non vedo nessuno scandalo, per logica”.
Davide Lanzillo
Immagine in pagina: Giuseppe Brindisi a Quarto Grado (stopframe video Mediaset Infinity)

Rispondi