Pierina Paganelli (stopframe RaiPlay)

Un’udienza, quella di oggi, lunedì 15 dicembre, in Corte d’Assise a Rimini nel processo a Louis Dassilva, imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli, l’anziana uccisa nel seminterrato di via del Ciclamino il 3 ottobre 2023, cruciale. Tra i testimoni chiamati dall’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Daniele Paci, vi è infatti anche Giorgia Saponi, nipote della vittima e figlia di Manuela e Giuliano Bianchi. Proprio Giorgia Saponi, nelle dichiarazioni rese agli inquirenti, ha fornito l’alibi alla madre e allo zio Loris affermando che i due, al momento del delitto (avvenuto alle 22.13), si trovavano in casa. La giovane, tuttavia, aveva inizialmente indicato le 22.10 come orario di uscita di Loris, salvo poi correggersi.

Processo a Louis Dassilva, le parole in aula della nipote di Pierina Paganelli: “Mia mamma e mio zio erano in casa”

“La sera del 3 ottobre – racconta in aula Giorgia Saponi come riporta newsrimini.it – ricordo che mio zio Loris intrattenne una conversazione con Dassilva, che passò a casa nostra prima di cena. Parlarono di moto e ricordo che Louis zoppicava. Quella sera seguimmo l’adunanza da casa su Zoom: prima attraverso il televisore, poi, dopo che si bloccò, su un cellulare. Finita l’adunanza abbiamo sparecchiato, poi io e mio zio abbiamo riportato il tavolo sul terrazzo e ci siamo messi a chiacchierare tutti e tre. Quella sera mio zio Loris si stese a terra in salotto, poiché cercava di far avvicinare il cane: mia mamma gli fece delle foto. La mamma gli chiese poi di fermarsi a dormire da noi, ma lui preferì tornare a casa. Quando andò via, lo accompagnammo alla porta e lo vidi scendere le scale. Dopo che mio zio se ne era andato, mi recai in bagno per circa mezz’ora per prepararmi per andare a letto. Andai poi in camera e trovai la mamma nel mio letto. Nell’ultimo periodo, infatti, mamma era solita dormire in camera mia”.

“Il giorno in cui hanno scoperto il cadavere di mia nonna – continua la nipote di Pierina Paganelli – sono venuti a prendermi degli amici di famiglia a scuola: loro mi hanno comunicato la sua morte. La mamma mi raccontò che quella mattina, quando aveva messo la macchina in garage, aprì la porta tagliafuoco e aveva visto una donna a terra senza inizialmente riconoscerla. Mi parlò di una scena strana, dato che la donna stesa davanti a lei era molto composta. Mi raccontò poi che salì al primo piano per chiedere aiuto. Ion Nastas le chiuse la porta dicendo che aveva paura dei morti e così salì al terzo piano, dove suonò a Valeria Bartolucci. Ad aprirle fu Louis, che tentò di calmarla. Insieme scesero in garage”.

“La sera del 4 ottobre – aggiunge – non dissi inizialmente che c’era con noi anche mio zio Loris perché non mi fu chiesto. Ricordo di aver detto alla polizia che mio zio uscì di casa verso le 22.10, dato che mi basai sull’orologio a farfalla che c’era in soggiorno. Mio zio era vestito con abiti da lavoro quella sera. Dalle 20 alle 22.49 (momento in cui furono scattate le foto, ndr) siamo sempre rimasti insieme io, la mamma e lo zio. Andai in camera per un minuto o due quella sera, ma lasciai la porta socchiusa e sentii la mamma e lo zio che parlavano”.

“In estate sospettati della relazione tra la mia mamma e Louis”

“La mamma – prosegue nel suo racconto Giorgia Saponi – mi raccontò della relazione con Louis dopo l’omicidio. A metà aprile, quando la mamma andò via da casa, mi disse che lei e papà si erano presi una pausa e che lei aveva in testa un’altra persona. In estate sospettai che la mamma potesse avere una relazione con Louis e ne parlai con Fabio Ranocchini, un amico di famiglia. I miei sospetti nacquero dopo aver visto dei messaggi di mia mamma nella chat con Louis. Durante una giornata al mare, inoltre, notai degli sguardi complici tra mia madre e Louis ed io mi sentii a disagio. Quando chiesi alla mamma chi fosse questa persona nella sua testa, lei negò che fosse Louis. Non ricordo se ne parlai con mia nonna, che però sapeva che la mamma aveva in testa un’altra persona”.

“A settembre suonai alla porta di Louis per chiedergli di spostare la moto perché la nonna non riusciva a parcheggiare – racconta -. Dopo essere stata un po’ dalla nonna, tornai a casa: la porta era semiaperta e c’erano la mamma e Louis che parlavano. Louis venne verso di me e mi diede un pacchetto con all’interno degli orecchini. Inizialmente li accettai, poi dissi alla mamma di ridarglieli perché non volevo sostituirli con quelli persi, che erano di mia zia e ai quali tenevo molto. Era stata la mamma a raccontargli che ne aveva perso uno dei due”.

Immagine in pagina: Pierina Paganelli (stopframe video RaiPlay)

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