De Rensis

L’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, ha replicato durante la puntata di Verità nascoste – Il diario del 26 agosto al comunicato della legale di Stefania Cappa, nel quale viene riportato che “le circostanze richiamate dai citati giornalisti (Milo Infante e Antonino Monteleone, ndr) nei programmi da loro condotti attengono esclusivamente ai rapporti personali e professionali tra l’avvocata Cappa e il collega De Rensis e non presentano alcuna pertinenza con le indagini relative all’omicidio di Chiara Poggi. L’avvocato De Rensis è, peraltro, già a conoscenza sia della querela presentata nei suoi confronti, sia dell’esistenza di un procedimento disciplinare a suo carico presso l’Ordine professionale competente”.

De Rensis: “Se avessi accettato quell’invito, avrei dimostrato di essere un avvocato che non vale nulla”

“Ogni comunicato stampa che leggo mi regala sensazioni ed emozioni”, ha dichiarato De Rensis. “Precisiamo alcune cose, soprattutto a chi ha emesso il comunicato: il 13 luglio io ero un avvocato nell’esercizio delle mie funzioni difensive nei confronti di Alberto Stasi. L’avvocato Stefania Cappa era consapevole dall’8 luglio che io esercitavo una funzione difensiva. Nell’invitarmi a questi convegni, ha probabilmente immaginato che io potessi violare la mia etica, la mia morale e la deontologia che mi lega alla mia professione. Qualora avessi accettato quest’invito, avrei dimostrato di essere un avvocato che non vale nulla”.

“Stefania Cappa”, ha aggiunto De Rensis, “ha interagito in questa vicenda con tre ruoli: cugina di primo grado della vittima, testimone nel procedimento penale contro Alberto Stasi e, come familiare quando non era ancora avvocato, interagendo con centinaia di giornalisti della carta stampata e della televisione. Dopo questo ha avuto l’ardire di invitarmi a questi progetti di convegni sapendo che ero l’avvocato di Stasi?”.

“È stato detto che io sono stato denunciato con un esposto all’ordine, dove mi difende il presidente vicario del consiglio dell’ordine di Bologna, avvocato Paolo Rossi”, ha infine aggiunto il legale. “Vedremo come finirà questo esposto. Ribadisco che qualora avessi saputo che l’avvocato Cappa era a conoscenza il 13 luglio che io ero l’avvocato di Stasi, avrei buttato giù la conversazione. Questo non significa essere un selvaggio, ma interromperla bruscamente perché la mia dignità professionale e la mia etica morale è stata molto colpita da quella telefonata”.

Davide Lanzillo

Immagine in pagina: Antonio De Rensis a Verità nascoste – Il diario

Rispondi

Designed with WordPress

Scopri di più da Cronaca Nera Italiana

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere