Marzio Capra

Un duro intervento, quello di cui è stato autore Marzio Capra nel corso della puntata di lunedì 3 agosto di Zona Bianca. Il genetista, consulente della famiglia Poggi, ha sparato a zero sulla procura di Pavia e sui suoi consulenti, non risparmiando poi stoccate anche ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015 per l’omicidio di Chiara Poggi.

Capra: “I consulenti della Procura non hanno l’esperienza che avevamo noi al Ris”

“Noi – ha dichiarato Capra – abbiamo chiesto fin dall’inizio che l’impronta 33 venisse inserita nell’incidente probatorio, dato che i dati di cui eravamo in possesso, a partire da quelli del 2007 che ho avuto modo di analizzare in prima persona, dimostravano che è assolutamente priva di quelle caratteristiche essenziali per essere attribuita a un soggetto. Di conseguenza, avevamo formulato la richiesta che venisse espletato questo accertamento nel contraddittorio, ma le parti coinvolte hanno tutte negato questa possibilità”.

“Ci troviamo adesso di fronte a una consulenza di parte della Procura che asserisce determinate cose, ma il cui valore è quello che è, praticamente tendente allo zero – ha poi proseguito il genetista – Non essendo stata espletata nel contraddittorio, dovrà essere valutata un domani da un giudice insieme a tutte le altre consulenze. Si perderà ulteriore tempo, ma adesso il dottor Stasi è libero per cui anche lui, a questo punto, ha tutto il tempo per verificare anche tale aspetto. Il cluster di minuzie nell’impronta 33? Mi sembra una cosa buttata lì dalla procura per corroborare la fuga di tutte queste notizie che in realtà, di concreto, hanno assai poco. In tutte le consulenze che ho avuto modo di valutare, di concreto ho trovato veramente poco, anzi, praticamente il nulla”.

“Il Ris, formato da persone con un’esperienza enormemente superiore ai consulenti della procura, valutò l’impronta giungendo alla conclusione che non era utilizzabile per fare comparazioni – ha aggiunto ancora Capra – Rimango quindi ancorato a quelle conclusioni. Ho lavorato con le persone impiegate nel 2007 e conosco la preparazione di questi soggetti”.

L’attacco a Stasi: “Pochissime volte ho visto innocenti chiedere il rito abbreviato. Il dna sull’Estathé elemento a suo carico”

Marzio Capra, poi, ha puntato il dito anche contro Alberto Stasi: “Mi permetto di osservare soltanto una cosa: faccio questo lavoro dal 1994, quindi un po’ di esperienza ce l’ho, e di persone innocenti che scelgono il rito abbreviato con tutte le conseguenze che ci sono non ne ho viste tantissime. Il giudizio abbreviato comporta l’accettazione del procedimento allo stato degli atti: ora vogliamo ricominciare tutto quanto? Il dna sulla cannuccia dell’Estathé, poi, è un ulteriore elemento a suo carico”.

Davide Lanzillo

Immagine in pagina: Marzio Capra in collegamento a Zona Bianca (stopframe Mediaset Infinity)

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