Un’intercettazione che potrebbe riscrivere completamente la storia del delitto di Garlasco. In quell’audio, infatti, ci sarebbe quasi una sorta di confessione da parte di Andrea Sempio, che, parlando da solo in auto (come spesso gli capita), affermerebbe di aver visto il video intimo di Chiara Poggi e Alberto Stasi e di aver tentato un approccio con la ragazza, venendo rifiutato. A cercare di sminuire la portata – potenzialmente dirompente – di quell’intercettazione sono subito intervenuti gli avvocati dell’indagato: “Stava commentando e scimmiottando una trasmissione televisiva”, hanno affermato i legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia.
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Il contenuto dell’intercettazione
Riprendiamo il contenuto dell’intercettazione pubblicandone la trascrizione: “Delle tre chiamate lei ha detto…’non ci voglio parlare con te (imitando una voce femminile) e era tipo io gli ho detto ‘riusciamo a vederti (riferendosi alla propria risposta, ndr) (poi imitando voce femminile) e lei mi ha messo giù. E ha messo giù il telefono Ah ecco che fai la dura (ride, ndr) ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, cazzo. Lei dice ‘Non l’ho più trovato’ il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) ‘io ho portato il video’”. E poi ancora: “Anche lui lo sa…perché ho visto… dal suo cellulare…perché Chiara non… con quel video e io ce l’ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un cazzo”.
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Cosa non torna nella spiegazione della difesa
Tale intercettazione risale al 14 aprile 2025, quando la nuova indagine a carico di Andrea Sempio era divenuta di dominio pubblico da circa un mese. Ed è qui che la tesi difensiva circa un ipotetico commento di una trasmissione televisiva da parte del 38enne si scontra con la realtà dei fatti: all’epoca, infatti, Sempio era indagato per concorso in omicidio (e non per aver commesso il delitto da solo) e, soprattutto, nessuno – almeno in tv – parlava dei video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi, con il dibattito pubblico (in gran parte incentrato a ribadire la colpevolezza di Stasi) che si incentrava prevalentemente sulla questione del dna. Non solo, il movente di tipo sessuale, in quel momento, era totalmente ignoto: soltanto una settimana fa (il 30 aprile, per l’esattezza) la procura ha reso pubblico tale dato. E c’è di più: nessuno, fino a quel giorno, aveva mai fatto riferimento ad una pendrive in cui sarebbero stati salvati dei video. Un dettaglio inedito, che, per gli inquirenti, confermerebbe la genuinità del contenuto di quell’intercettazione.
Davide Lanzillo
Immagine in pagina: Andrea Sempio intervistato a Lo stato delle cose (stopframe RaiPlay)

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