Marzio Capra

Premessa: chi scrive, di genetica, non ne sa praticamente niente e, di conseguenza, ascolta ogni parere di chi la materia invece la mastica quotidianamente con rispetto, curiosità e voglia, per quanto possibile, di accrescere il proprio bagaglio di conoscenze. Lo spettacolo offerto da Marzio Capra, genetista consulente della famiglia Poggi, nel corso della puntata di Mattino 5 andata in onda mercoledì 18 marzo, tuttavia, è stato qualcosa di – passatemi il termine – assurdo, non consono a chi – a pieno diritto – può pregiarsi del titolo di esperto. Non ovviamente per i contenuti – che, ripeto, non sono in grado di poter giudicare -, quanto per i modi. Un’arroganza, quella mostrata da Capra nel corso dei suoi interventi, che stride con la compostezza che un professionista dovrebbe sempre mantenere.

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I fatti: gli attacchi a Umberto Brindani e Pasquale Linarello

Andiamo con ordine. Capra, rispondendo alle domande della conduttrice Federica Panicucci, ha aperto il suo intervento offrendo il proprio parere sulla perizia Albani: “Gli esiti della perizia Albani – ha affermato Capra – non hanno escluso in alcuna maniera che il dna sotto le unghie di Chiara non possa essere riconducibile ad Alberto Stasi. Ha fatto delle valutazioni dicendo che quei risultati non sono utilizzabili. Ci sono trascrizioni di domande precise che sono state fatte dalla pubblica accusa: la dottoressa Albani ha risposto in maniera inequivocabile che trattandosi di dati, a suo avviso, non replicati e non soggetti a consolidamenti, questi risultati, in base alle linee guida, non sono utilizzabili per alcun confronto”.

Parole che hanno suscitato la risposta del giornalista Umberto Brindani, direttore di Gente: “Ma cosa sta dicendo? C’è scritto che Alberto Stasi è escluso, lo capisce l’italiano?”. A quel punto Capra ha perso le staffe: “Io l’italiano lo capisco, lei non capisce cosa sto dicendo io – ha replicato Capra -. Non è che non sono stato chiaro: io sono stato chiaro, è lei che non capisce. Lei è un giornalista e fa bene il suo lavoro, però di scienzia non capisce assolutamente nulla: zero, zero al vuoto. Le linee guida o si seguono o non si seguono: se un risultato è fatto in violazione delle linee guida oppure le linee guida ti dicono che non puoi utilizzarlo, non lo puoi utilizzare punto”.

Capra, poi, non ha risparmiato un duro attacco anche nei confronti di Pasquale Linarello, consulente del pool difensivo di Alberto Stasi: “Quello che ha detto Linarello – ha affermato – è una cavolata di dimensioni colossali. Linarello ha detto delle cose che non stanno né in cielo né in terra. Mi riferisco a quando ha detto che anche io avrei utilizzato quel software: il dottor Linarello confonde quello che è un software con quello che è un database”. Un tono decisamente poco consono per un professionista che parla di un altro collega, anche qualvolta avesse ragione nei contenuti.

L’abbandono (momentaneo) del programma

Nel mezzo, poi, un comportamento quasi infantile: Capra, ritenendo di essere inopportunamente interrotto dalla Panicucci (che in realtà ha dato al genetista ampio spazio, probabilmente più che ad ogni altro ospite), ad un certo punto della trasmissione ha abbandonato il collegamento, salvo poi tornare suoi sui passi dopo qualche minuto. Insomma, atteggiamenti che, purtroppo, mal si addicono ad un professionista dal curriculum di tutto rispetto e che, inevitabilmente, rischiano anche di minarne l’autorevolezza dei contenuti.

Davide Lanzillo

Immagine in pagina: Marzio Capra in collegamento a Mattino 5 (stopframe Mediaset Infinity)

Una risposta a “Marzio Capra, quando il professionista si scorda di essere tale: il triste spettacolo a Mattino 5”

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