Continuano ed emergere intercettazioni di Andrea Sempio che, per la procura di Pavia, suggerirebbero un suo coinvolgimento con l’omicidio di Chiara Poggi. Dopo gli audio, per i quali la difesa ha già fornito la propria versione, in cui Sempio sosterrebbe di aver visto i video intimi della ragazza insieme ad Alberto Stasi e quello in cui, commentando l’assenza di sangue sulle scarpe di Alberto Stasi e la camminata oggetto di più perizie e consulenze durante i processi a suo carico, afferma “quando sono andato io il sangue c’era“, ne spunta un altro in cui Sempio, ipotizzano gli inquirenti, “sembra riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell’omicidio”.
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Il contenuto dell’intercettazione
L’intercettazione in questione risale all’8 febbraio 2017 e, in quell’occasione, il 38 enne dice: “È successo qualcosa quel giorno (…) era sempre lì a casa (…) però cazzo (…) alle nove e mezza”. Secondo gli investigatori, sulla base anche della nuova consulenza medico legale di Cristina Cattaneo, quella mattina Chiara Poggi disattivò l’allarme della villetta alle 9.12 e alle 9.45, “per semplice somma di orari, essendo trascorsa al minimo mezz’ora fra l’inizio della digestione della colazione e la morte”, era viva.
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La durata dell’aggressione
L’aggressione, “divenuta cieca, sproporzionata, un annientamento furioso concentrato sul volto e la testa, come se l’intento fosse cancellare ogni traccia della persona che si era opposta”, sarebbe durata probabilmente non più di quindici-venti minuti. A sostenerlo sempre la consulenza della dottoressa Cristina Cattaneo, che evidenzierebbe un’azione omicidiaria a più fasi che che “trova piena corrispondenza nella lettura medico legale del corpo”.
Davide Lanzillo
Immagine in pagina: Andrea Sempio a Porta a Porta (stopframe RaiPlay)

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