“Liliana, due anni prima della sua scomparsa, mi chiese due sacchi neri, pregandomi di non riferire a nessuno questa sua richiesta”. Le parole di Alfonso Buonocore, ex titolare della pizzeria Delfino, hanno riacceso le luci sul caso di Liliana Resinovich, scomparsa il 14 dicembre 2021 da Trieste e ritrovata senza vita il 5 gennaio 2022 all’interno di un boschetto nella zona dell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni. Il corpo della donna, infatti, venne rinvenuto proprio all’interno di due sacchi neri tra le sterpaglie, vicino ad un cespuglio di rose, e tra le prime ipotesi formulate dagli inquirenti, prima dell’iscrizione nel registro degli indagati del marito Sebastiano Visentin, vi è stata quella del suicidio. E la strana richiesta effettuata da Liliana ad Alfonso Buonocore, che ha riferito soltanto adesso, dopo anni, la circostanza, spingerebbe verso questa pista. Ma nelle parole dell’uomo non mancano le contraddizioni.
Buonocore e Liliana Resinovich, le contraddizioni nel racconto sui sacchi neri
Del racconto di Alfonso Buonocore, infatti, abbiamo due versioni che, in alcuni particolari, divergono. Oltre che nella registrazione pubblicata dal Piccolo (ed effettuata da Sebastiano Visintin, ai quali l’ex titolare della pizzeria Delfino si sarebbe presentato per raccontare l’episodio), l’uomo ha parlato mercoledì scorso a “Chi l’ha visto”, fornendo però dettagli diversi. Se ad esempio nella registrazione si sente Alfonso dire “mi ricordo che c’era il Covid”, alla trasmissione condotta da Federica Sciarelli ha affermato di “non aver mai nominato il Covid, stiamo parlando del 2019”. Nel 2020, inoltre, il locale era chiuso.
Altra divergenza si ha poi circa la data specifica in cui Liliana avrebbe richiesto ad Alfonso Buonocore i sacchi. L’uomo, nel suo racconto, spiega che tutto sarebbe avvenuto a fine novembre in occasione di una serata in cui Liliana ed il marito Sebastiano erano in compagnia di una coppia di amici, Adriana ed Enzo. Quest’ultimo, tifoso della Roma, si presentò nel locale con una sciarpa giallorossa per “sfottere” il titolare, tifoso del Napoli, il giorno dopo la partita Roma-Napoli, vinta dai capitolini per 2-1. Nel 2019, tuttavia, quella partita si giocò il 2 novembre e non alla fine del mese.
C’è, infine, un altro particolare che non convince. Buonocore ha infatti spiegato di non aver riferito nelle immediatezze quanto accaduto agli inquirenti poiché un suo amico carabiniere, che “stava più di là che di qua”, lo avrebbe dissuaso. E l’identità del militare l’ex titolare della pizzeria Delfino, ancora oggi, non ha voluto svelarla.
Davide Lanzillo
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