“Vivo un dolore senza fine, ma non ho tentato di togliermi la vita”. Queste le parole di Manuela Bianchi all’uscita dall’ospedale Infermi di Rimini, dove la donna, nuora di Pierina Paganelli, l’anziana assassinata a Rimini il 3 ottobre 2023, era stata ricoverata in seguito ad un abuso di psicofarmaci. “In alcuni momenti ho avuto pensieri bui, ma stavolta volevo soltanto spegnere per qualche ora quel dolore incessante”, ha sottolineato.
Manuela Bianchi: “Distrutta dalla gogna mediatica”
“Sono quasi tre anni che vivo un dolore che sembra non avere fine – ha dichiarato Manuela Bianchi come riporta RiminiToday – Dopo la morte di mia suocera, oltre alle indagini e a tutto ciò che ne è seguito, ciò che mi ha distrutta davvero è stata la gogna mediatica. Hanno distrutto la mia dignità di donna. Mi hanno umiliata, giudicata, insultata e colpita senza conoscere davvero chi sono. Ho perso il lavoro, perché nessuno vuole essere associato a un nome continuamente esposto e giudicato. Ho perso amicizie, serenità e quella normalità che per molti è scontata. Ogni giorno ho dovuto convivere con accuse, menzogne, cattiverie e parole che, ripetute all’infinito, finiscono per scavare dentro una persona fino a farla crollare”.
“Da tempo – ha raccontato – sono seguita da medici e specialisti che mi aiutano ad affrontare tutto questo. Questa volta, però, il peso è diventato troppo grande e ho abusato delle medicine che mi erano state prescritte. Vorrei che chiunque legga queste parole si fermasse un momento a riflettere. Una parola pronunciata senza conoscere la verità può ferire profondamente. Centinaia di parole, migliaia di giudizi, bugie e offese possono distruggere una persona. Per questo ci tengo a precisare una cosa. Ho già letto ricostruzioni e titoli che non raccontano la realtà dei fatti: io non ho tentato di togliermi la vita. Certo, in alcuni momenti ho ceduto alla disperazione e a pensieri molto bui, ma ieri volevo soltanto spegnere per qualche ora quel dolore incessante, addormentarmi e non pensare. È stato un errore, perché nessun problema si risolve fuggendo da esso”.
“Oggi – ha aggiunto – sono tornata dall’ospedale con una consapevolezza in più: non voglio arrendermi. Continuerò a lottare per mia figlia, per la mia famiglia, per la verità, per la memoria di mia suocera Piera e per me stessa. Le medicine da oggi serviranno soltanto a curarmi, non a farmi del male. Troverò la forza nelle persone che amo e nella mia fede, che non mi ha mai abbandonata. A tutti coloro che mi sono stati vicini, anche solo con una parola gentile, va il mio grazie più sincero. Non mollo. Continuerò a lottare”.
Immagine in pagina: Manuela Bianchi a Quarto Grado (stopframe Mediaset Infinity)

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