“Questa – ha dichiarato Liborio Cataliotti, avvocato di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, a Dentro la notizia commentando l’interrogatorio a cui è stato sottoposto il suo assistito lo scorso 6 maggio – è una rappresentazione del tutto unilaterale che non tiene conto di quelle che sono le risultanze delle consulenze depositate dalla nostra difesa e da quella della famiglia Poggi. Non c’è nulla che ci preoccupi e non c’è nulla a cui crediamo di non aver dato risposta”.
Cataliotti si è poi soffermato sull’impronta 33: “Nel processo Stasi l’impronta venne esaminata e non su una fotografia come oggi – ha affermato -. Venne esaminata con due reagenti, che non rilevarono tracce di sangue. Quest’impronta venne ritenuta non assegnabile e fu stabilito che non era ricollegabile all’omicidio. Oggi, in modo forzato se non fantasioso, la si vuole collegare ad un’impronta di scarpe dell’assassino che è però collocata due gradini sopra rispetto all’impronta 33. È un evidente tentativo di dare una paternità e una collocazione cronologica a quest’impronta, che all’epoca rivelò però tutt’altro”.
Immagine in pagina: l’avvocato Liborio Cataliotti in collegamento a Dentro la notizia (stopframe Mediaset Infinity)

Rispondi